Scuole pericolose: le pagelle delle marchigiane

scuola_-studenti-1-highPioggia in classe, infissi pericolanti, crepe sui soffitti, mancanza di certificato statico, presenza di amianto e di radom. Viaggio alla scoperta delle scuole marchigiane più a rischio e dei Comuni e delle Province più inadempienti

Promosse le Province, bocciati i Comuni ad eccezione di quello di Macerata.
E' questo, in sintesi, ciò che emerge da "Ecosistema scuola 2010", l'annuale indagine realizzata da Legambiente sulle scuole dei Comuni capoluogo di provincia per verificare la qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
L'indagine, a cui partecipano anche le Province perché hanno competenza per le scuole superiori, nasce con l'obiettivo di restituire una fotografia di quanto gli enti locali competenti investono su politiche che intrecciano la sicurezza e la sostenibilità degli edifici con l'applicazione di buone pratiche.
Tre i parametri utilizzati: anagrafica ed informazioni generali degli edifici (anno di realizzazione, presenza di spazi verdi e per attività sportive, investimenti e necessità di interventi per la manutenzione, certificazioni), servizi messi a disposizione dalle istituzioni scolastiche e avvio di pratiche eco compatibili, situazioni di rischio (presenza di fontii di inquinamento interno e esterno).
Su queste basi sono, poi, state stilate tre differenti graduatorie, una generale e una graduatoria del rischio per le scuole d'infanzia, elementari e medie ed una graduatoria per le scuole superiori (di competenza delle Province).
Per quanto concerne le Marche le due graduatorie inerenti i Comuni italiani non sono certo soddisfacenti, con Macerata che si piazza al 23° posto risultando il migliore comune delle Marche, Pesaro al 59° posto, Ascoli al 77° posto ed Ancona addirittura tra i Comuni che si sono rifiutati di inviare i dati (e vista la disastrosa situazione degli edifici scolastici cittadini non c'è da stupirsi).
Anche nella graduatoria relativa al rischio Macerata risulta il comune migliore, seguito da Pesaro e Ascoli.
Decisamente migliore la situazione per quanto riguarda le scuole superiori e, quindi, le Province con la migliore che risulta essere quella di Ascoli (14° posto), seguita da Ancona (21° posto), Macerata (22° posto) e Pesaro (33°).
Analizzando nel dettaglio l'indagine di Legambiente emerge un quadro della situazione degli istituti scolastici marchigiani, almeno per quanto riguarda scuola dell'infanzia, elementari e medie, per nulla edificante. Innanzitutto emerge che appena il 40% degli edifici scolastici marchigiani è stato realizzato negli ultimi 30 anni, mentre la maggior parte degli istituti sono stati realizzati tra il 1940 ed il 1970.
Non deve stupire, quindi, il fatto che circa un terzo degli istituti scolastici marchigiani necessitino di interventi di manutenzione urgenti.
Ed in quest'ottica colpisce il fatto che appena il 15% delle scuole ha goduto di interventi di straordinaria manutenzione negli ultimi 5 anni, così come è negativo il fatto che per la manutenzione ordinaria si spenda in media poco più di mille euro per singolo edificio (le Marche sono in assoluto tra le peggiori regioni italiane).
Grave anche il fatto che solo l'11% degli istituti abbia effettuato il collaudo statico e abbia la certificazione di agibilità, così come stupisce constatare che il 40% delle scuole non è in possesso del certificato prevenzione incendi.
Situazione se possibile peggiore per quanto riguarda le barriere architettoniche, con appena il 22% degli istituti che hanno effettuato interventi per l'eliminazione delle barriere architettoniche.
Più complessa la situazione per quanto riguarda le situazioni di rischio, con l'indagine di Legambiente che non fornisce dati particolarmente significativi sull'eventuale presenza di amianto o di radon (gas radioattivo e cancerogeno) negli edifici scolastici marchigiani.
A tal proposito, però, arrivano in soccorso, per quanto riguarda il rischio amianto, i dati forniti in Consiglio regionale a febbraio dall'assessore alla sanità Mezzolani (in risposta ad un'interrogazione presentata dal consigliere regionale D'Anna).
E secondo quei dati, estrapolati dalla relazione effettuata dall'Arpam nel 2009, nelle Marche ci sono 326 istituti scolastici con amianto solo compatto e 83 istituti con amianto friabile. Nessun censimento è stato, invece, effettuato circa l'eventuale presenza di radon nelle strutture scolastiche marchigiane.
Nel complesso, quindi, dall'indagine di Legambiente emerge un fotografia poco rassicurante sulla situazione delle scuole marchigiane.
Una situazione allarmante che, però, non giunge certo inattesa, almeno visto che già lo scorso anno il giornale La Provincia aveva pubblicato un inchiesta ("Scuole pericolose") in cui si evidenziavano la scarsa sicurezza e la pessima qualità degli istituti scolastici marchigiani.
E in quell'inchiesta si citavano, tra gli altri, i casi accaduti ad Ancona, con i crolli nelle scuole Tommaseo e Savio (elementari), le situazioni al limite della decenza a San Benedetto della scuola media Curzi e della materna di via Puglia. Veniva, poi, citata l'indagine "Impararesicuri" di Cittadinanzattiva seconda la quale la scuola media D'Azeglio di Ascoli era, per quanto concerne la sicurezza interna e dell'edificio, tra le peggiori d'Italia, con solamente due istituti della provincia di Catanzaro in condizioni peggiori della scuola ascolana.

Allora si pensava che, comunque, quelli citati nell'inchiesta fossero casi limite in un contesto nel complesso accettabile. L'indagine dei mesi di scorsi di Legambiente, purtroppo ha dimostrato che in realtà quelli sono solo gli esempi più eclatanti di una situazione nel complesso davvero preoccupante.

Allora si pensava che, comunque, quelli citati nell'inchiesta fossero casi limite in un contesto nel complesso accettabile.

L'indagine dei mesi di scorsi di Legambiente, purtroppo ha dimostrato che in realtà quelli sono solo gli esempi più eclatanti di una situazione nel complesso davvero preoccupante.

 

1 aprile 2010

FRANCESCO DI SILVESTRE ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

 
 
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