Bilancio e servizi sociali, confronto Regione-Comuni

regioneANCONA 2.8.2011 - Il confronto convocato dalla Regione per affrontare in maniera condivisa le ripercussioni che le recenti manovre finanziarie avranno sui bilanci e sui servizi sociali

Un confronto aperto per affrontare in maniera concorde e condivisa le ripercussioni che le recenti manovre finanziarie nazionali avranno sui bilanci e in particolare sui servizi sociali degli enti locali. “Uno scenario drammatico è quello che si prospetta”, hanno ammonito gli assessori regionali Pietro Marcolini e Luca Marconi che hanno convocato a Palazzo Raffaello gli amministratori locali marchigiani per individuare una strategia comune nelle azioni da intraprendere nel prossimo futuro.

“I nodi – ha spiegato l’assessore regionale al Bilancio, Marcolini – sono rappresentati, da una parte dal Patto di stabilità e dall’altro dai bilanci per garantire gli attuali livelli di servizi sociali”.

Sul patto di stabilità, l’accordo che lo Stato Italiano ha assunto con gli altri Stati Europei, in sede comunitaria, in base al quale anche gli enti locali, come le altre amministrazioni statali, devono contribuire alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica relativi al contenimento del deficit pubblico ed alla riduzione del debito pubblico, piovono le critiche e le lamentele dei Comuni. Le conseguenze sono note: calo della spesa per investimenti; blocco della liquidità; allungamento dei tempi di pagamento; incremento delle tariffe; crescita dei residui passivi in conto capitale, molto spesso residui smaltibili, ossia coperti da disponibilità di cassa ma che il Patto di stabilità non consente di utilizzare.

Un correttivo, come evidenziato dal presidente dell’ANCI Marche, Mario Andrenacci, sarebbe costituito dal Patto di stabilità regionalizzato, a lungo previsto solo per le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome, in virtù del quale ogni Regione gestisce il proprio obiettivo coordinando gli enti locali del proprio territorio. In questo modo, sarebbe possibile calibrare i contenuti del Patto adeguandoli alle diverse caratteristiche dei suoi destinatari ed al tessuto socio-economico del territorio, senza fare venire meno il potere di supervisione dei conti pubblici da parte dello Stato. Tuttavia questa ipotesi è resa impraticabile dal fatto che il Governo ha scelto di derogare al Patto di Stabilità per i Comuni virtuosi soltanto per 200 mln, mentre la manovra appena approvata inciderà sul sistema del enti locali per complessivi 9,6 mld fino al 2014.

La situazione infatti è diventata ancora più drammatica dopo le recenti manovre finanziarie. A quella dello scorso anno di 25 miliardi di euro che nel triennio colpirà per larga parte il sistema delle autonomie locali, si è aggiunta la recente manovra di circa 48 miliardi di euro che esplicherà il peso maggiore dei tagli negli anni 2013-2014. “Si tratta di misure insostenibili – ha ribadito Marcolini – che senza i necessari aggiustamenti si faranno sentire solo sui beneficiari dello Stato sociale, mentre la deroga al Patto di stabilità per circa 200 mln a livello nazionale consentirà alla Regione Marche di operare una regionalizzazione del Patto dell’ordine del tutto marginale ed insufficiente di 5-6 mln, per la quale tuttavia decideremo i criteri insieme agli enti locali”. “Dobbiamo lavorare insieme – ha detto l’assessore ai Servizi sociali, Marconi - per individuare criteri razionali nell’utilizzo delle risorse disponibili, fermo restando il principio che garantisce il livello essenziale delle prestazioni sociali. La Regione Marche, grazie ad una politica prudente ed efficiente, garantirà quest’anno e l’anno prossimo finanziamenti sostanzialmente invariati intorno a 23 mln di euro per i servizi sociali. Ciò non toglie che dovrà continuare l’impegno comune per adeguare al meglio l’organizzazione dei servizi”.

Ai cittadini, hanno spiegato Marcolini e Marconi, sarà richiesto il massimo coinvolgimento e sarà necessario fornire loro un’adeguata informazione sulla situazione, le responsabilità e le razionalizzazioni necessarie, operando sui livelli organizzativi e privilegiando la risposta alle persone destinatarie dei servizi.

Silvio Cazzaniga - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
 
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