ANCONA - Assunzioni e appalti a parenti e amici, rimborsi, stipendi e contributi pubblici illegittimi, truffe, tangenti, ricatti, minacce, atti di libidine su pazienti: viaggio alla scoperta dei "furbetti" degli enti pubblici marchigiani
Truffe, tangenti, ricatti, minacce, appropriazione indebita di contributi pubblici, certificati medici falsificati e persino atti di libidine su pazienti. E' davvero mortificante la fotografia scattata dalla Corte dei Conti delle Marche e resa pubblica dal suo presidente e dal procuratore generale nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2012.
"Solo attualmente - si legge nella relazione del presidente della Corte dei Conti regionale Anna Maria Giorgione - si sta prendendo atto dell'ampiezza ed incisività negativa di alcune problematiche ... l'evasione nelle sue molteplici modalità, la corruzione, sempre più organizzata in "cricche" che moltiplica i costi dei lavori pubblici, gli sprechi ad ogni livello gestionale, truffe e frodi di vario genere...".
Ma se per quanto riguarda la corruzione e l'esistenza nelle Marche di un sistema classificabile come "tangentopoli", da anni la suprema Corte afferma che "se ne percepisce l'esistenza", per quanto riguarda truffe ed abusi da parte di funzionari pubblici c'è la certezza.
Lo confermano le migliaia di istruttorie avviate dalla stessa Corte dei Conti negli ultimi anni (1.566 solo nel 2011) che riguardano soprattutto le pubbliche amministrazioni (60% dei casi) dove operano diversi "furbetti" che cercano di approfittare della propria posizione di potere per ricavare illegittimi vantaggi per sè o per i propri familiari: rimborsi e indennità illegittime, assunzioni e appalti pilotati in favore di parenti, truffe, minacce, abusi, ricatti.
Nel complesso negli ultimi 12 mesi sono state 26 le citazioni a giudizio per un presunto danno complessivo di quasi 6 milioni di euro. Ricordando che le sentenze della Corte dei Conti possono poi essere riformate e modificate dal Consiglio di Stato, di seguito vediamo alcuni dei procedimenti più significativi degli ultimi tempi.
Truffa (Polizia stradale Ascoli). Un dipendente della locale Polizia stradale è stato condannato al pagamento di 5 mila euro per il risarcimento del danno provocato alla Polizia stradale stessa per reiterati comportamenti non ispirati alla correttezza. L'uomo, contro il quale la Procura della Repubblica di Ascoli ha preceduto per il reato di truffa, si assentava dal lavoro per quasi 8 mesi per presunti traumi e distorsioni al gomito e alla caviglia, ma nello stesso periodo avrebbe partecipato a diverse battute di caccia al cinghiale.
Appropriazione indebita (Comune Tolentino). Il responsabile dell'ufficio comunale competente è stato citato per il pagamento di un risarcimento di 20.304,82 del danno provocato al Comune di Tolentino per il mancato versamento nelle casse comunali delle rette pagate dagli utenti della Casa di riposo Residenza Protetta centro diurno per anziani "Vincenzo Porcelli"
Falsi certificati medici (Comune Ancona). Un dipendente comunale è stato condannato al pagamento di 11.054,55 euro per il risarcimento del danno provocato al Comune di Ancona per aver percepito illecitamente la retribuzione nei periodi di assenza dal lavoro per malattia, producendo certificati medici che sarebbero risultati falsificati.
Atti di libidine su pazienti. Un ginecologo ed un aiuto primario sono stati condannati al pagamento di 50.000 euro per il risarcimento del danno provocato all'azienda sanitaria regionale per aver compiuto, nell'esercizio di attività intramoenia, atti di libidine nei confronti di alcune pazienti.
Truffa (Comune Sarnano). Alcuni dipendenti comunali sono stati condannati al pagamento di 78.947,10 euro per il risarcimento del danno provocato al Comune di Sarnano conseguente al maggior esborso di somme per notevoli quantitativi di breccia rossa non forniti al Comune ma contabilizzati irregolarmente da parte dei dipendenti stessi
Tangenti (Comune di Campofilone). Un vigile urbano è stato condannato al pagamento di 18 mila euro per il risarcimento del danno procurato al Comune di Campofilone per essersi fatto versare da alcuni artigiani delle tangenti per evitare e superare alcuni intralci burocratici o con la minaccia di far chiudere l'attività. In sede penale il vigile è stato condannato in primo grado a 3 anni e 2 mesi di reclusione, pena ridotta in appello ad un anno e 10 mesi.
Condotta colposa (Asur 7 - Osimo). Un radiologo del Pronto Soccorso è stato citato per il pagamento di un risarcimento di 20 mila euro per il danno provocato all'Asur 7 per la propria condotta colposa, non avendo diagnosticato la frattura a seguito della quale un paziente subiva lesioni invalidanti e otteneva il risarcimento in via transattiva dall'Asur stessa.
Concussione e truffa (Asur 3 Fano). Un dipendente del dipartimento prevenzione e sicurezza dei luoghi di lavoro dell'Asur 3 di Fano e ufficiale di polizia giudiziaria è stato condannato al pagamento di 59.650 euro per il risarcimento del danno provocato all'Asur. L'uomo, nel corso di ispezioni verso varie ditte, avrebbe omesso di elevare contravvenzioni per violazioni della normativa antinfortunistica, indirizzando i responsabili delle ditte controllate, al fine di sanare le infrazioni, alle società a lui legate, tra cui quelle della figlia e del fidanzato del figlia. In sede penale l'uomo è stato rinviato a giudizio per i reati di concussione, truffa, abuso d'ufficio, omissione di atti di ufficio, falso ideologico.
Frode comunitaria (Agea - Agenzia per le erogazioni in agricoltura). Tre funzionari dell'Agea sono stati citati per il pagamento di un risarcimento di 825.020,83 euro in seguito a frodi comunitarie poste in essere nel settore Set Aside insieme a tre soggetti privati destinatari di contributi pubblici illegittimamente percepiti.
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