Boom di fallimenti nelle Marche, chiuse oltre 1.200 imprese, persi 3.500 posti di lavoro

artigiani

Tra gennaio e marzo rallenta ma continua a crescere la differenza in negativo del numero delle imprese che chiudono i battenti nelle Marche. A fronte di 3.208 nuove aziende, ben 4.409 hanno cessato l’attività registrando, quindi, la perdita di 1.201 aziende e di almeno 3.500 posti di lavoro, quasi tutti di lavoratori autonomi e  loro soci.

Nel primo trimestre 2015 era andata peggio: ad aver chiuso i battenti erano state 4.397 imprese contro 3.003 nuove attività con un saldo negativo di 1.394 aziende e una perdita di quasi 4.000 occupati.

Nei primi tre mesi dell’anno sono state avviate nelle Marche anche 109 procedure fallimentari, pressoché stabili rispetto ai 107 dello stesso periodo dell’anno precedente. In Italia dal 1 gennaio al 31 marzo hanno avviato un’attività imprenditoriale 114.660 aziende ed hanno chiuso i battenti in 133.972 (-19312). I fallimenti sono stati 3.396, il 5,4 per cento in meno del primo trimestre del 2015.

“Come ogni anno” commenta il presidente Unioncamere Marche Graziano Di Battista “il primo trimestre presenta un bilancio pesante per la natalità e mortalità delle imprese, perché sono proprio i primi giorni di gennaio quelli dove si concentrano le cessazioni di attività da parte degli imprenditori che hanno deciso di gettare la spugna. Ma quest’anno il dato, pur negativo, è meno pesante rispetto allo stesso periodo del 2014 e del 2015, il che fa ben sperare per i prossimi trimestri. Anche perché prosegue al crescita delle società per azioni (+194) e di alcuni tra i servizi più avanzati (+89), a indicare un tessuto di imprese  meno numeroso ma più evoluto”.

A subire ancora una volta i maggiori effetti della crisi sono state le imprese artigiane: il saldo negativo tra nuove imprese artigiane e cessazioni ammonta a 557 unità, che rappresenta da solo circa la metà del saldo negativo tra tutte le iscritte e le cessate del trimestre.

Per quanto riguarda i settori, prosegue anche nel primo trimestre 2016 la crisi delle imprese in agricoltura (-416 il saldo tra iscrizioni e cessazioni), nel commercio (-330), nelle costruzioni (-260) e nel manifatturiero (-131). Sono in calo anche le imprese dei servizi di alloggio e ristorazione (-28). Cresce, invece, di numero il tessuto delle imprese di alcuni settori del terziario avanzato come i Servizi di informazione e comunicazione (+25), Attività finanziarie e assicurative (+11) e Attività immobiliari (+53).

Nel manifatturiero, in particolare, le perdite maggiori si concentrano nel settori pelli e cuoio (-51 imprese il saldo tra iscrizioni e cessazioni), ma anche nell’aggregato della meccanica (-39), nel legno (-19) e nel tessile abbigliamento (-16). Registrano, invece, una crescita le imprese della Riparazione, manutenzione ed installazione di macchine  (+14). Complessivamente le imprese manifatturiere scendono da 19.638 a 19.507.

L’analisi dei dati territoriali mostra come il calo più consistente del numero delle imprese sia stato nel maceratese (-416 il saldo tra iscrizioni e cessazioni) e poi nella provincia di Pesaro  e Urbino (-251) e in quella di Ancona (-250).

LAPROVINCIAMARCHE.IT

ANCONA 19.4.2016 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
 
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