Morte di Pamela, salgono a quattro gli indagati nigeriani
Pamela_Mastropietro

13 Febbraio 2018  - Altro colpo di scena nell'inchiesta sulla morte di Pamela: oggi sarebbe spuntato fuori un altro indagato nigeriano, il quarto, forse meno coinvolto degli altri tre che, attualmente, tutti nel carcere di Montacuto ad Ancona.
Gli uomini del Ris sono quindi sono tornati in via Spalato per altre cinque ore di rilievi su impronte e reperti. Ci sarà un'altra serie di accertamenti tecnici per rilievi palmari e plantari dei sospetti e su altri 3-4 telefonini che l'analista forense Luca Russo dovrà esaminare, tra i quali uno che apparterrebbe al quarto indagato. Questo sarebbe stato sentito dagli investigatori tra venerdì e sabato e sarebbe indagato a piede libero proprio per sottoporlo a esami irripetibili (rilievi palmari e plantari) da incrociare con i rilievi del Ris, per setacciarne il telefono e tracciare la sua posizione il 30 gennaio quando la ragazza sarebbe stata uccisa. Ma per i risultati degli esami ci vorranno ancora giorni.  Completano il quadro, oggi, anche l'esame dell'auto del camerunense, estraneo ai fatti, a cui Innocent Oseghale chiese un passaggio per trasportare i trolley. 

 

L'inchiesta resta dunque "apertissima", come ha ribadito ieri il procuratore Giovanni Giorgio, che un comunicato ha "precisato meglio" il senso delle parole con cui aveva accolto i giornalisti dopo una notte di interrogatori nella caserma del Comando provinciale dei carabinieri di Macerata. Per gli inquirenti invece non ci sarebbero dubbi: Pamela Mastropietro sarebbe morta martedì 30 gennaio tra le 12 e le 18 e, in questo intervallo di tempo improvvisamente i telefonini degli uomini, fermati per il suo omicidio, avrebbero smesso di comunicare tra loro per poi ricominciare tra le 18 e le 19, quando due dei sospettati avrebbero lasciato l'appartamento di via Spalato. Secondo gli inquirenti tra le 12 e le 18 non avrebbero più comunicato tra loro perché sarebbero stati insieme: stanno uccidendo Pamela per poi farla a pezzi e lavarla con la candeggina tanto da far sparire ogni traccia ematica e di urina. 
Per le difese i quattro nigeriani parlavano al cellulare di scommesse sportive. Ma per l'accusa sono stati visti comprare candeggina. Il tutto mentre il movente del delitto rimane ancora sconosciuto.

 

Giorgia Galanti - www.laprovinciamarche.it

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