Oltre 180 mila donne marchigiane vittime di abusi sessuali: dove, come, quando

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ANCONA 22.3.2018 – Donne stuprate, abusate nel corpo e nell’anima, vittime di ricatti sessuali e molestie in luoghi pubblici, sul lavoro e sul web in un contesto sociale che mortifica la donna con la violenza e con la strumentalizzazione del suo corpo. 

Nelle Marche, secondo un'indagine dell'Ires Cgil elaborata sui dati Istat, il 36,5% della popolazione femminile tra i 14 e i 65 anni, cioè poco più di 180 mila donne, ha subito una o più di tali violenze almeno una volta nella propria vita. In pratica una donna su tre.

Analizzando quei dati emerge che, solo negli ultimi tre anni, oltre 50 mila donne hanno subito molestie sessuali verbali, fisiche o attraverso il web, in particolare usando i social network soprattutto Facebook e Instagram.

Per quanto riguarda le molestie fisiche i luoghi più rischiosi sono i mezzi pubblici e i luoghi di lavoro dove le donne subiscono spesso anche ricatti sessuali per mantenere l'occupazione, per essere assunte o per ottenere promozioni. Nelle Marche sarebbero state circa 40 mila le donne vittime di simili ricatti. Un numero elevato che ha registrato un incremento negli ultimi anni a causa della crisi economica e della conseguente crisi occupazionale che hanno reso più precarie le condizioni lavorative delle donne rendendole più soggette a molestie e ricatti sessuali nell'ambito del lavoro.

Dati allarmanti che delineano una vera e propria piaga sociale che evienzia come gli interventi messi in atto dalle istituzioni, per contrastare questo problema siano insufficienti o, comunque, inefficaci. Così come sono, evidentemente, inadeguate le azioni sviluppare quella cultura della parità di genere, del rispetto e della non violenza indispensabili per contrastare questa piaga.

E sono altresi necessarie da parte delle stesse donne una maggior autostima e la totale consapevolezza della parità di genere che deve portare all'immediata e decisa denuncia di ogni minima mancanza di rispetto. Per questo è necessario impartire a bambini e bambine sin dai primi anni di vita un'educazione civica e culturale sulla parità di genere, sulla convivenza sociale e sul rispetto di qualsiasi essere umano. Un'educazione che deve essere impartita sinergicamente dalle famiglie e dagli insegnanti dall'asilo all'università.

Al contempo è necessario un deciso cambio di passo delle istituzioni a livello di comunicazione con azioni mirate alla prevenzione del fenomeno, ma anche di supporto e sostegno a chi decide di denunciare. A partire dal celere intervento delle forze dell'ordine e della magistratura.

Si tratta di interventi ormai inderogabili perchè oltre 180 mila marchigiane abusate rappresentano una vera e propria emergenza sociale e sono il segno di un'allarmante arretratezza culturale per il raggiungimento della piena parità e della pari dignità tra uomini e donne.

 

Silvestro Pompei ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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