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Giovane mamma muore dopo l'operazione in ospedale, pagato maxi risarcimento da un milione e mezzo ai familiari, ma il processo prosegue

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PESARO 11.4.2018 - Era il 2003 quando, dopo aver subito un'operazione al trigemino, Nadia Nicoletta Bolletta una donna di 38 anni di Cingoli moglie e mamma di una bimba morì in ospedale.

 

Per quella tragedia i familiari della donna furono risarciti dall’Azienda Ospedaliera Ospedali Riunti Marche Nord con circa 1,5 milioni di euro. E ieri si è svolta ieri la prima udienza del processo che vede imputato per omicidio colposo il direttore di Neurochirurgia di Marche Nord in seguito alla morte di una di una donna di 38 anni di Cingoli seguita ad un'operazione al trigemino.

"Le parti civili, cioè il marito, la bambina, i fratelli ed i genitori - spiega l’avvocato Esibizione, legale dei parenti della donna  - hanno revocato la loro costituzione nel processo perchè sono stati integralmente risarciti dall’Azienda Ospedaliera Ospedali Riunti Marche Nord. Quindi per loro c'è solo la possibilità di essere convocati come testi nella loro qualità di persone offese".

Dopo l'operazione sopraggiunse una complicazione e la donna mori per ipertensione endocranica, come stabilì l’autopsia.

Secondo quanto sostiene il pubblico ministero, l’intervento era controindicato per i rischi connessi a una patologia neurodegenerativa di cui la donna soffriva. Secondo la difesa, che aveva chiesto il non luogo a procedere, non c'erano controindicazioni all'operazione. 

 

Silverio Pomili - www.laprovinciamarche.it

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