Compie un anno il centro unico regionale di diagnosi prenatale di II livello di Loreto, fiore all’occhiello della Sanità marchigiana
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LORETO 19.5.2018 - Quasi 7000 prestazioni effettuate in 420 giorni di operatività, di cui 326 da fuori regione (prevalentemente da Abruzzo e Umbria).  Sono questi i dati più salienti dell’attività svolta dal Centro Unico Regionale - Diagnosi prenatale di II livello Ospedale di Comunità “Santa Casa” di Loreto che ieri mattina ha tracciato il bilancio dei risultati ottenuti in poco più di un anno.

ll Centro ha raggiunto in breve tempo tutti gli obiettivi che ci eravamo dati all’inizio - ha commentato il presidente della Regione Luca Ceriscioli -  ed è già un punto di riferimento regionale di alta qualità grazie all’innovazione delle tecnologie necessarie e agli spazi che si offrono.  I cambiamenti spaventano a volte, ma  qui la trasformazione è stata fatta nel modo migliore. Noi avevamo tanti ospedali diffusi nel territorio e questo significava spesso bassa qualità, poche specializzazioni, alto rischio. Ad esempio oggi credo che nessuno accetterebbe di ricoverare un acuto in una struttura dove non sono presenti la rianimazione, un laboratorio ed una radiologia H24, un anestesista e un rianimatore in casi di grave scompenso, la consulenza neurologica e cardiologica. Questo è il minimo dei servizi, ma per un cittadino noi ci auguriamo anche la presenza di una chirurgia e ortopedia perché vogliamo il massimo in termini di assistenza. La sanità per acuti ha bisogno di poche strutture, altamente qualificate, per la fase più forte della malattia. Nelle Marche tredici ex ospedali sono diventati ospedali di comunità. Ciò non ha significato la chiusura, come affermano la strumentalizzazione politica e il dibattito negativo aperto dopo la trasformazione. Loreto è un esempio lampante: da ospedale con elementi di bassa attrattività e di rischio è diventato una struttura territoriale a servizio della comunità, che fa i ricoveri, che permette ai pazienti di sottoporsi agli esami abituali, e che ha anche al suo interno una eccellenza come questo centro unico regionale che dà una risposta alle donne marchigiane  e anche a tante donne che si rivolgono qui da fuori regione”.

Inaugurato nel marzo 2017 il Centro  ha attuato le linee di indirizzo stabilite dalla Regione ad ottobre 2015 che prevedono la destinazione dai centri di I livello, dove viene effettuato lo screening, che gli eventuali dubbi o sospetti siano centralizzati in un unico punto di Diagnostica di II livello ASUR, il CUR Diagnosi prenatale, appunto.

Numerosi i servizi attivati dal CUR, sotto la guida del dottor Alessandro Cecchi: dall’ecografia di II livello, all’ecocolor doppler fetale, all’amniocentesi e villocentesi alle  consulenze specialistiche di genetica, neurochirugia pediatrica, cardiologia, infettivologia. Quest’ultime sono state complessivamente 162.

Nel periodo di attività sono state osservate 1048 pazienti. Più in dettaglio, le prestazioni sono state 4691 nel 2017 e 2296 nel 2018.In particolare sono state riscontrate 297 patologie fetali tra malformazioni, maggiori e minori e anomalie cromosomiche/genetiche risultate da esami diagnostici definiti “ invasivi”, come l’amniocentesi o la villocentesi (387 in totale). 792, infine, le ecocardiografie fetali e 1735 i colloqui prenatali. Il bacino di utenza se nel 2017 era orientato più verso l’area maceratese (Area Vasta 3 con un 40% delle prestazioni), nel 2018 mostra un’omogeneizzazione tra Aree vaste essendo aumentate tutte le provenienze dagli altri territori di riferimento. Sono invece in corso di attivazione il Test di screening per le Aneuploidie o Test Combinato del I Trimestre come previsto dai nuovi LEA (Secondo i Parametri della Fetal Medicin Foundatiom - FMF - di Londra);la  consulenza di Neonatologia in collaborazione con il Salesi e la refertazione informatizzata ed unificata con archiviazione centralizzata a livello regionale delle ecografie ostetriche di Screening di I Livello con possibilità di teleconsulenza a distanza con il CUR. Nel corso della conferenza stampa sono stati effettuati due collegamenti con centri di I livello: Senigallia alla presenza del consigliere Fabrizio Volpini e Macerata.

Questo centro - ha proseguito l’assessore regionale Moreno Pieroni - è la dimostrazione della volontà della Regione Marche di decentrare i servizi in strutture che possono essere comunque fruibili e utilizzabili in modo baricentrico da tutta la regione e anche fuori. Un fiore all’occhiello che si aggiunge ai tanti traguardi raggiunti in questa struttura come la risonanza magnetica aperta, il laboratorio analisi h24 e un Pat (punto assistenza territoriale) con circa 10mila accessi annui

Abbiamo fatto la cosa giusta - ha evidenziato il direttore dell’Asur Marche Alessandro Marini - e lo dimostra la rendicontazione che certifica le nostre attività: l’ammodernamento dell’offerta regionale può portare grandi risultati. L’Asur ha avuto la possibilità grazie agli indirizzi di questa giunta e alla forte iniezione di risorse per gli investimenti (oltre 25 milioni) di migliorare i servizi e implementare il personale”.

Il direttore sanitario ASUR Marche Nadia Storti ha sottolineato invece “l’umanità con cui vengono accolte le donne e la disponibilità all’ascolto di tutto lo staff”. Ha inoltre ricordato come, nel contempo, sono proseguite e sono state implementate  le attività dell’ospedale di comunità che ha continuato a rispondere alle esigenze del territorio. E’ stato inoltre aperto l’Ambulatorio di diabetologia di secondo livello ed è stata ampliata l’Allergologia. I medici di medicina generale dentro la struttura infine, gestiscono dieci posti letto per le cure intermedie.

 

 

 

 

 

Elena Pompei - www.laprovinciamarche.it

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