Sieropositivo potrebbe aver contagiato 200 donne, appello della Polizia: " Guardate la foto e denunciate"

Pinti_Paolo_hiv ANCONA 13.6.2017 - "Per esigenze investigative e per il rilevante interesse pubblico che potrebbe riguardare eventuali altre vittime di reato, la Squadra mobile di Ancona sta cercando di contattare coloro che abbiano eventualmente avuto incontri sessuali con il  PINTI Claudio, di cui si divulga la fotografia (qui a fianco ndr). Chiunque fosse in possesso di notizie utili, è pregato di contattare con urgenza personale della Polizia di Stato - Squadra Mobile di Ancona, negli orari mattina o pomeriggio al numero 071-2288595".

Questo l'appello diffuso nel pomeriggio alle testate giornalistiche dalla Polizia di Ancona che sta intensificando le indagine per capire i contornio di una vicenda tanto incredibile quanto terribile. Una vicenda resa nota questa mattina dalla stessa Polizia con il seguente comunicato stampa. 

Nelle ultime ore si è conclusa una delicata attività di indagine condotta dalla Polizia di Stato nelle sue articolazioni del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Ancona, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Ancona, che ha permesso di applicare il provvedimento restrittivo della custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari di Ancona a carico di un 35enne anconetano (Pinti Claudio ndr) responsabile di lesioni gravissime dolose ai danni della sua partner.

I due si erano conosciuti a fine anno ad una cena ed avevano cominciato a frequentarsi assiduamente dal mese di febbraio, fino a quando la giovane, lo scorso mese, a seguito di una serie di specifici malesseri fisici e insospettita da alcune dicerie sullo stato di salute del suo partner che giravano nell’ultimo periodo della loro storia, si sottoponeva a specifici accertamenti clinici presso l’ospedale regionale di Torrette (AN).

Gli esiti clinici effettuati presso il Reparto Malattie Infettive, purtroppo, non lasciavano scampo in quanto la giovane vittima riceveva dal primario del reparto il tragico responso di essere stata irreparabilmente contagiata nel recente periodo trascorso dal virus dell’HIV.

Appena intuita la malafede di colui che asseriva essere l’uomo della sua vita, la donna si rivolgeva alla Polizia di Stato per perseguire nei termini di legge il responsabile della malattia e, quindi, del reato di lesioni gravissime dolose.

L’attività investigativa della Squadra Mobile di Ancona coordinata per la delicatezza dell’indagine dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, Sezione Reati di Genere, guidati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, permetteva di dare certezza che l’indagato era già affetto dalla sindrome da almeno 11 anni, accertando, inoltre, la sua imperdonabile malafede in quanto consapevole del suo stato di salute, quindi responsabile a titolo di dolo di non aver adottato le necessarie precauzioni per evitare il contagio alla/alle vittima, non rendendola edotta del suo stato di salute (sono in corso indagini per identificare altri probabili partners potenzialmente contagiati).

Nelle prime ore del pomeriggio del 12/6/18, al termine della delicatissima attività di indagine, i poliziotti del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Ancona hanno raggiunto l’indagato nella sua abitazione e lo hanno tratto in arresto su ordine del GIP di Ancona. Successivamente sono state eseguite le perquisizioni domiciliari delegate dalla Procura della Repubblica volte alla ricerca di ulteriori elementi di prova utili al proseguimento delle indagini.

Sono stati sottoposti a sequestro computer, tablet, telefonini e supporti informatici, visto che l’uomo utilizzava soprattutto “chat” per avere nuove frequentazioni.

A sorprendere gli investigatori durante le fasi dell’arresto, è stata soprattutto il cinismo con cui l’uomo, nonostante i risultati delle analisi, rifiutava di considerarsi malato affermando di ritenersi un negazionista dell’esistenza di tale malattia.

Non riconoscendo di essere affetto da HIV ha continuato negli anni ad avere rapporti sessuali, anche non protetti, senza avvisare le partner occasionali.

Dopo il suo primo fotosegnalamento e i rilievi dattiloscopici, l’uomo è stato collocato in carcere a Montacuto (AN) dove attualmente si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

Silvio Silvestri - www.laprovinciamarche.it

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