Numeri positivi per la sanità pubblica anconetana

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ANCONA 16.7.2018 - Un territorio di duemila km quadrati che comprende 50 comuni, in cui si concentra circa un terzo di tutta l’utenza marchigiana, che nel 2017 ha avuto a disposizione 700 milioni di euro di budget che hanno permesso 5 milioni di nuovi investimenti.

E’ questa la cornice in cui si snoda l’attività dell’Area Vasta 2 dell’Asur (Ancona, Senigallia, Jesi, Fabriano), i cui risultati gestionali 2017 sono stati presentati oggi in Regione durante una conferenza stampa, anche attraverso la testimonianza dei primi mesi di attività dei nuovi primari.

La politica ha investito molto sul sistema sanitario regionale – ha detto il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – con più assunzioni, soprattutto a tempo indeterminato, portando in due esercizi il saldo tra uscite ed entrate a + 900 unità complessive solo per l'Asur, senza considerare i dati relativi alle aziende ospedaliere.

Poi più investimenti, con 25 milioni di euro aggiuntivi messi a disposizione dalla Giunta regionale, accompagnati dall’efficientamento dei budget, come nel caso delle reti cliniche, in grado di moltiplicare le attività. Cominciamo a raccogliere i frutti di tanto lavoro, anche attraverso le testimonianze concrete dei nuovi primari, che, numeri alla mano, ci raccontano l’attività sul campo.

Un’attività che aumenta non solo in quantità, ma anche in qualità, grazie all’apporto di medici di elevata professionalità e con approccio organizzativo innovativo. L’auspicio è che si inneschi un virtuoso processo emulativo e si diffonda nei marchigiani la percezione della grande qualità del proprio sistema sanitario. Le Marche sono costantemente sul podio nazionale nel rapporto tra spesa e livelli assistenziali sanitari, il nostro obiettivo è quello di diffondere un’eccellenza che è anche qualitativa nelle prestazioni erogate.

Liste d’attesa e mobilità passiva, spesso due facce dello stesso problema, sono al centro della nostra attenzione. Facciamo un monitoraggio settimanale molto dettagliato su questo versante, per calibrare al meglio le soluzioni. Come nel caso delle mammografie, dove stiamo effettuando un rinnovamento tecnologico capillare su tutto il territorio regionale, accompagnandolo con misure per una maggiore appropriatezza nelle prescrizioni e la promozione di uno screening programmato.

Non molleremo sul tema delle liste, finché non avremo risultati soddisfacenti. I primi dati ci incoraggiano ad andare avanti e a fine anno tireremo le prime somme”.

Erano presenti, oltre al presidente Ceriscioli, il consigliere regionale Fabrizio Volpini, il direttore generale dell’Asur, Alessandro Marini, il direttore dell’Area Vasta 2, Maurizio Bevilacqua, e i nuovi primari di recente nominati che, assieme ai 14 nuovi in dirittura d’arrivo, portano al 27 per cento in tre anni il turn over dei 96 primari in servizio in Area Vasta 2. Numeri che affiancati agli 85 nuovi primari assunti dall’Asur dal 2015 in tutte le Marche, danno la misura della forte iniezione di nuove energie nel sistema sanitario regionale.

In Area Vasta 2, che nel 2017 ha visto aumentare di 146 le unità equivalenti di personale in forze, operano 357 medici di famiglia, 59 pediatri di libera scelta, 100 specialisti, 220 medici di continuità assistenziale. Nello stesso periodo ci sono stati 742 ricoveri in termini di posti letto occupati, più altri 86 in day surgery e day hospital e 107mila accessi ai pronto soccorso.

Le testimonianze dei nuovi primari 

Giuseppe Lemme, primario Dermatologia a Jesi: grazie a razionalizzazione dell’agenda e rafforzamento del personale, le prestazioni erogate sono passate da 360, dato dicembre 2017 a 1280, dato maggio 2018. La prima visita programmata avviene con lista d’attesa di un mese, la seconda a 10 giorni. Le visite in priorità avvengono con liste tra 6 e i 10 giorni. 

Marco Candela, primario Medicina interna a Jesi: dal 2013 al 2017 la degenza media nei 52 posti letto disponibili si è abbassata del 33 per cento, mentre la spesa farmaceutica è diminuita del 60 per cento, nonostante siano aumentati del 27 per cento i ricoveri (da 1500 a 1900).

Daniela Spadini, primario di Medicina trasfusionale per i tre presidi ospedalieri di Fabriano, Jesi e Senigallia: nel primo semestre 2018 effettuate oltre 10mila donazioni (l’area con il 12,77 per cento di tasso di donazione, registra il più elevato dato regionale), che in base alla nuova normativa, impegnano la struttura per 50 minuti ognuna. Effettuate 6.200 prestazioni ambulatoriali e 63.195 esami di laboratorio.

Emilia Fanciulli, primario Nefrologia a Senigallia: 280 i trattamenti annui effettuati, grazie all’efficientamento tecnologico è stato incrementato il controllo a distanza e ridotto il disagio per il dializzato, che meno frequentemente necessita di recarsi in ospedale. Grazie ad uno specifico progetto incentivante è stato potenziato il servizio dedicato ai turisti.

Andrea Pennacchi, primario Otorino Laringoiatra a Fabriano, con competenza anche per Jesi e Senigallia: grazie a maggiori investimenti in tecnologia, posti letto e risorse umane, si è passati da 123 ricoveri in un anno ai 226 dei primi sei mesi del 2018 e a 2500 impegnative evase a Fabriano; a Jesi sono entrati in servizio due nuovi medici, attivato un nuovo ambulatorio e avviato un centro diagnostico per sindrome da vertigini; a Senigallia è stato riattivato, un giorno la settimana, il servizio di Ottorino laringoiatra.

Roberto Giordani, primario Sanità animale e prevenzione: controllo su ogni capo animale allevato nelle 1400 aziende zootecniche dell’area; attivata collaborazione con Unicam per l’organizzazione a rete del servizio di igiene urbana veterinaria.

 Behrouz Azizi, primario Urologia a Fabriano: con l’obiettivo di azzerare la mobilità passiva sono stati aumentati da 102 a 237 (confronto tra i primi 6 mesi del 2017 e stesso periodo 2018) gli interventi, nessuno dei quali ha necessitato di trasfusioni. Le prestazioni in ambulatorio sono passate da 1150 a 1900, mentre sono state effettuate 600 ecografie urologiche.

 

Silvio Silvestri - www.laprovinciamarche.it

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