Truffe on line. Arrestato 23enne autore di oltre 50 truffe in 3 anni
Frode_informatica

FABRIANO 12.9.2018 - Lo shopping, si sa, rappresenta talvolta una grande passione tanto più che, nell’era moderna, basta un clic per comprare qualsiasi cosa con risparmio di tempo e denaro; ma, a volte, la frenesia di accaparrarsi l’offerta migliore può essere causa di vere e proprie disavventure.

Per questo motivo il Dirigente del Commissariato, Commissario Capo Dott. TOMMASI, ormai da tempo sta coordinando un nucleo di poliziotti specializzatisi nel contrasto di questo grave reato, soprattutto con modalità online, sempre più utilizzata dai malviventi: si tratta di investigatori esperti, con centinaia di episodi analizzati e risolti, che nella maggior parte dei casi riescono a dare un nome ed un volto agli autori delle truffe, grazie anche all’utilizzo di modernissime apparecchiature informatiche e ad un costante aggiornamento concernente le nuove tecniche di adescamento utilizzate sul web.

Stavolta ad essere messo di fronte - nuovamente - alle proprie responsabilità è stato un 23enne fabrianese, in passato già arrestato 2 volte dal “nucleo antitruffe” del Commissariato di Fabriano.

Il 15/2/2017 il giovane era già stato arrestato la prima volta. Nell’occasione l’iniziale input investigativo era derivato dai contatti avuti con la Questura di Grosseto, dove una donna aveva presentato una denuncia verso il soggetto, poi tratto in arresto, perché aveva simulato il pagamento di una costosa macchina fotografica attraverso l’esibizione di una falsa attestazione di pagamento. La vittima, appurato che la propria carta di credito non era stata rimpinguata dalle oltre 300 euro concordate, si era recata immediatamente a denunciare il fatto alla Polizia di Grosseto. Immediatamente gli investigatori si sono attivati rintracciando il vettore commerciale che era stato incaricato della consegna e, dopo essersi nascosti all’interno del mezzo, hanno attesa la consegna, non scontata visto che il truffatore - per sfuggire ad eventuali controlli- aveva alterato il suo indirizzo di residenza e le sue generalità, per poi ammanettarlo ed assicurarlo alla magistratura, la quale il giorno dopo convalidava l’arresto avvenuto in flagranza di reato.

La stessa persona, ad un anno esatto di distanza, è stata nuovamente arrestata in flagranza di reato, sempre per truffa, sempre da parte degli investigatori specializzati del Commissariato di P.S. di Fabriano, che questa volta hanno giocato d’anticipo: infatti, grazie alla conoscenza del territorio e alla fiducia riscossa dalla collettività, da fonte confidenziale acquisivano la notizia che, in corrispondenza di un civico vicino all’abitazione del predetto fabrianese, era stato affisso un cartello con scritto “consegna al numero…”. Poiché ciò lasciava supporre che il 23enne fabrianese fosse ancora entrato in azione, i poliziotti, non avendo ulteriori informazioni, ricontattavano tutti i corrieri abilitati alle consegne in zona e trovavano conferma ai loro sospetti: il fabrianese non aveva modificato condotta di vita ed anzi aveva replicato, pressoché del tutto, il precedente modus operandi. Stavolta, però, quest’ultimo, oltre a farsi inviare del denaro, era riuscito a farsi spedicare anche un costoso paio di scarpe da ginnastica con il medesimo raggiro, ovvero l’invio di una finta ricevuta di pagamento. Ma, come 12 mesi prima, la determinazione e l’intuito degli investigatori, hanno avuto la meglio sulla truffa che era stata architettata: dopo essere venuti a conoscenza del nominativo dell’intestatario, il giovane fabrianese più volte citato, ed preso atto della denuncia sporta alla Questura di Livorno -, si sono nascosti nel furgoncino delle consegne e presenziato alla consegna del pacco, dapprima presso il civico in prossimità di casa sua utilizzato per depistare gli inquirenti e poi presso la sua effettiva residenza. L’epilogo è stato il medesimo: immediata carcerazione. Dopo quest’ultimo episodio il Commissario Capo Dott. Sandro Tommasi, che aveva coordinato entrambe le citate operazioni di polizia giudiziaria, per il predetto giovane decideva di avanzare una proposta alla Procura della Ancona di misura cautelare in carcere, che quest’ultima avrebbe eventualmente dovuto poi chiedere al G.I.P. stante anche le circa 50 denunce accumulate dal fabrianese nel corso di circa 3 anni e mezzo; nella circostanza si è evidenziato che non si era in presenza di una tipologia di truffa “semplice”, ma “aggravata” poiché attuata on line.

La Procura della Repubblica ha confermato la custodia in carcere dopo che il 23enne fabrianese aveva patteggiato la pena e già goduto della sospensione condizionale della stessa.

Ad oggi il 23enne è ancora detenuto nel carcere di Montacuto.

 

Silverio Pomili - www.laprovinciamarche.it

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