Domani 30° anniversario del World Polio Day, le considerazioni del presidente del Rotary Club San Benedetto sull’importanza dei vaccini
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S. BENEDETTO TR. 23.10.2018 - E’ in virtù del ruolo del primo piano che il Rotary ha avuto e continua ad avere nella lotta alla poliomielite che il presidente del Rotary Club San Benedetto, Alberto De Angelis, interviene in occasione del World Polio Day che, ogni anno, cade il 24 ottobre. Quello di quest’anno è, tra le altre cose, un anniversario importante della giornata che celebra la Global Polio Eradication Initiative, si tratta infatti del trentesimo anno. E’ stata infatti creata nel 1988 e annunciata alla Convention del Rotary di Philadelphia.

«Sbaglia - spiega De Angelis - chi considera certe malattie come appartenenti ad un passato ormai sepolto. Poliomielite, difterite, tetano o pertosse non sono state definitivamente sconfitte visto che i batteri viaggiano sia sui barconi dei migranti che nelle prime classi degli aeroporti». E nel bel mezzo dell’accesa polemica che, soprattutto negli ultimi anni sta dividendo gli animi in merito ai vaccini, il Rotary tiene una posizione ben precisa: «Il rischio di epidemie è concreto. Vaccinare è un atto di responsabilità sociale, non è un fatto privato perché il comportamento di ciascuno incide sulla sicurezza degli altri, soprattutto dei più fragili».

Il Rotary conferma la propria determinazione nel contrastare le teorie di chi sta etichettando le vaccinazioni come superflue se non addirittura dannose mantenendo una posizione che ha sempre distinto tutti i club, a livello locale e mondiale, che non si sono mai risparmiati nell’aiutare, ciascuno nelle proprie possibilità, la causa delle vaccinazioni. Come ad esempio in occasione della campagna di vaccinazione avanzata nel 1995 a favore della popolazione dell’Albania, endemica per l’Epatite B, grazie all’iniziativa sinergica di tutti i Distretti italiani. Un’iniziativa che ha anche evitato una potenziale epidemia nel nostro Paese in considerazione dell’ondata migratoria che di lì a poco si sarebbe verificata.

«Fu un rotariano - ricorda De Angelis - a scoprire il vaccino orale anti polio. Parlo di Albert Sabin che, cosa altrettanto importante, rinunciò al brevetto offrendo gratuitamente al mondo la formula che avrebbe salvato la vita a milioni di persone».

Ed è da lì che parte l’iniziativa che ha poi portato il Rotary, alla fine degli anni Ottanta, a lanciare l’iniziativa che oggi festeggia il suo trentesimo anniversario. I rotariani hanno continuato infaticabilmente a sostenere la causa con la loro leadership e con un enorme investimento di tempo e di risorse, grazie anche alle generose contribuzioni di quanti hanno creduto, e credono, nella campagna di eradicazione, prima fra tutti la Fondazione Bill e Melinda Gates, che, grazie all’effetto moltiplicatore (rapporto 2:1), di fatto triplica ogni dollaro erogato dai rotariani.

 

Alessandro Lorenzi - www.laprovinciamarche.it

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