Chiusa una rivendita “Tabacchi e giornali” per spaccio di sostanze stupefacente
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CIVITANOVA MARCHE 11.1.2019 - La Polizia di Macerata, costantemente impegnata nella lotta al contrasto di sostanze stupefacenti, prosegue nella sua intensa attività di controllo e repressione della commercializzazione della cosiddetta “cannabis legale”.

L’operazione in questione si inserisce nell’ambito di una articolata attività di indagine iniziata a seguito di notizia proveniente da fonte istituzionale concernente il proliferare di negozi specializzati nella vendita di prodotti alimentari a base di cannabis e tra questi infiorescenze, resine ed oli estratti dalla stessa pianta commercializzati o, comunque, pubblicizzati quali sostanze lecite e di libero acquisto.

L’attività finora condotta, a partire dal 20 giugno ha consentito di sequestrare circa 15 kg di cannabis e di sospendere la licenza di diversi esercizi commerciali.

In particolare il Questore Pignataro, questa mattina, ha nuovamente disposto la chiusura di una attività commerciale del tipo rivendita “Tabacchi e lavorati”. Contestualmente, il titolare dell’esercizio è stato deferito all’autorità giudiziaria per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacente.

Dopo la chiusura di ben tre esercizi commerciali del tipo “grow shop” ubicati in provincia di Macerata i poliziotti hanno svolto un’indagine sulla rivendita “Tabacchi e Giornali” e, dai controlli, è emerso la natura di “sostanza stupefacente” di tali prodotti in quanto il principio di THC in essi contenuto è tale da produrre effetto drogante.

Inoltre, da accertamenti, non risulta che l’esercizio in questione abbia mai cambiato la sua denominazione commerciale, comunicato o richiesto all’ufficio commerciale del Comune di Civitanova di voler procedere alla vendita di medicinali di origine vegetale a base di cannabis non pertinenti tra l’altro alla sua tabella merceologica né alla natura stessa dell’attività commerciale in quanto tali “medicinali a base di cannabis” potrebbero essere dispensati solo ed esclusivamente dalle farmacie a seguito di ricetta medica e, soprattutto, il titolare dell’esercizio commerciale non risulta essere in possesso di alcuna autorizzazione per la vendita di farmaci e/o medicinali, tantomeno titolare di titolo professionale di farmacista.

Si arriva, pertanto, alla conclusione che dietro l’attività di tabaccheria veniva realizzata una vera e propria attività di spaccio e rappresentasse polo di aggregazione anche di numerosi giovani i quali, “ingannati” da una vendita legale di prodotti maldestramente pubblicizzati come leciti, acquistavano in realtà vera e propria sostanza stupefacente.

 

 

Giorgia Galanti - www.laprovinciamarche.it

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