Influenza, le Marche la regione più colpita con 21,25 casi su 1000 assisititi
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ANCONA 24.1.2019 - Nelle Marche l’influenza è in leggera flessione rispetto alle settimane precedenti. Il numero dei casi è in diminuzione, con probabile superamento del picco epidermico. Ma l’andamento della malattia potrebbe rivelarsi ancora lungo e l'incidenza si mantiene al momento su livelli significativi.

Secondo quanto affermato dall'Istituto Superiore di Sanità nel suo ultimo rapporto di sorveglianza sull'influenza stagionale, sono la regione più colpita d'Italia con 21,25 casi ogni 1000 assistiti. La maggior parte dei colpiti sono bambini e ragazzi tra i 5 e i 14 anni. Meno gli over 65 con 7,21 casi ogni 1000 pazienti.

Lo evidenziano i dati della sorveglianza dell’influenza stagionale “Influent”, che si basano sulle segnalazioni dei medici sentinella (rete di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che segnalano i casi osservati tra i loro assistiti). Dall’inizio della sorveglianza stagionale (mese di settembre), in tutta Italia sono stati registrati 530 malati gravi e in 96 è sopraggiunto il decesso. Le Marche evidenziano sei casi gravi (tra i quali due decessi), contraddistinti da insufficienza respiratoria, tutti verificatisi in persone adulte con precedenti fattori di rischio (obesità, diabete, malattie tumorali e cardiorespiratorie, deficit immunitari). Quattro delle persone colpite gravemente non erano vaccinate per l’influenza stagionale.

L’ultima segnalazione di forma grave riguarda una donna di circa sessant’anni, di Porto Sant’Elpidio, ricoverata in rianimazione all’ospedale di Civitanova Marche, che è stata erroneamente indicata come affetta da influenza suina. In realtà la paziente è stata colpita da un virus influenzale A/H1N1, che circola in Italia dal 2009. Anche in questo caso la patologia si è aggravata in seguito a preesistenti patologie, che il virus influenzale ha accentuato. I dati della sorveglianza “Influent” evidenziano che nelle Marche, come nel resto d'Italia, risultano prevalenti i ceppi di tipo B (40% dei casi circa). L’attività influenzale dell’epidemia stagionale in corso, che a livello nazionale appare come la più rilevante dal 2004, continuerà probabilmente ancora per alcune settimane. I dati epidemiologici evidenziano l’importanza della vaccinazione, che rimane il principale strumento di prevenzione dell’influenza e diventa di fondamentale importanza nei soggetti a rischio.

 

Silvio Silvestri - www.laprovinciamarche.it

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