Caos scuola, nelle Marche persi 600 posti di lavoro

scuola_entrataRiunione straordinaria a Roma degli assessori regionali all'istruzione per discutere le misure da intraprendere sulla vertenza scuola. Secondo la Regione la riforma Gelmini nelle Marche produrrà una riduzione di organico di 1.300 unità con una perdita di 600 posti di lavoro. La situazione nel dettaglio

"E' assurdo che mentre si sta facendo il possibile per tutelare dalle difficolta' occupazionali le imprese private, proprio lo Stato mandi a casa i propri dipendenti". E' quanto ha dichiarato Stefania Benatti, assessore all'istruzione della Regione Marche, rientrando dalla riunione straordinaria degli assessori regionali per discutere le misure da intraprendere sulla vertenza scuola. Secondo la Regione Marche, i tagli previsti dalla riforma Gelmini riguarderanno una riduzione di organico di 1300 unita' e produrranno perdite per 600 posti di lavoro, tra insegnanti e personale Ata. "Non e' mai accaduto un taglio di simili proporzioni - ha detto -, riduzioni che non derivano dalla crisi economica, ma da una programmazione sbagliata in un momento di crisi". La riunione di oggi a Roma era finalizzata a condurre ad un confronto unitario le diverse posizioni, secondo una logica di equita' di trattamento per tutti i lavoratori in ambito nazionale. "Ma per arrivare ad un risultato condiviso - ha dichiarato - sarebbe opportuno sbloccare la sede di confronto istituzionale, la Conferenza Stato-Regioni che per ora non ha avuto esiti da parte del Governo". Sulla proposta sui precari, che prevede la possibilita' di accedere alla disoccupazione e di partecipare a progetti regionali, e che proprio oggi il consiglio dei ministri ha deciso di inserire nel decreto legge Ronchi, la Benatti ha spiegato che "il testo non e' stato mai concertato con le Regioni" e che se fosse confermato "diventa una 'non soluzione', dal momento che si autorizza a percepire una buona quota dello stipendio per poche ore di lavoro, quando con una spesa di poco superiore si sarebbe potuto mantenere il posto di lavoro".
  Per quanto riguarda l'eventuale messa a disposizione da parte delle Regioni di quote del Fondo Sociale Europeo come e' accaduto per altre tipologie di lavoratori con l'accordo di febbraio scorso, l'assessore all'Istruzione della Regione Marche, Stefania Benatti, ha sottolineato che 'bisognera' tenere conto che l'Fse sostiene in ogni caso progetti di tipo sperimentale e innovativo e non interventi a carattere ordinario". "Anche perche' - ha aggiunto - le Regioni non potranno in ogni caso pagare gli stipendi di personale statale". Quindi l'ipotesi che le Regioni possano supportare una misura vicino alla cassa integrazione per la scuola "passerebbe dal vaglio della Commissione Europea" per l'autorizzazione. "In definitiva - ha concluso la Benatti - e senza contare i danni relativi al taglio dei servizi che andranno in capo alle famiglie e agli alunni, con un provvedimento della finanziaria si sono messi in discussione principi didattici recepiti da anni da leggi nazionali, come il rapporto alunni-insegnanti e alunni-insegnanti di sostegno, che nelle Marche si sono sempre basati su parametri virtuosi e che ora sono a rischio".

 

10 settembre 2009

SILVIO CAZANIGA ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

 
 
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