Coldiretti Marche: Al via la trebbiatura: stagione difficile ma il made in Italy traina il settore
Trebbiatura_grano

MACERATA 23.6.2019 - Qualche giorno di ritardo e una situazione di calma insolita per il periodo. Durerà poco. Da domani partirà la trebbiatura e nelle campagne marchigiane sarà un via vai di mezzi agricoli per quella che si prospetta un’annata difficile. Il meteo non ha certo aiutato e gli agricoltori hanno fatto il possibile per ovviare con trattamenti e perizia a salvare la qualità dei prodotti. Per il grano duro si stima un calo medio tra il 5 e il 10% ma ad oggi è difficilissimo fornire un dato preciso. La situazione sugli oltre 109mila ettari di Marche coltivati a grano è fortemente disomogenea. Il clima secco dei primi mesi dell’anno, le piogge e il freddo di maggio con tanto di grandinate (tipo la violenta perturbazione che ha colpito la zona sud di Ancona ai primi di maggio) hanno fatto slittare di almeno una settimana l’avvio dei lavori. Tanto che l’orzo, che si solito arriva prima del grano, sarà raccolto in contemporanea.

In questi giorni si sta mietendo la colza. Nonostante il calo produttivo, le Marche dovrebbero mantenere la terza piazza d’Italia come produzione di grano duro, dietro a Puglia e Sicilia. Le province che vantano la produzione maggiore sono Ancona e Macerata. Secondo un’elaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat rappresentano, con oltre 3,5 milioni di quintali, quasi l’80% del totale regionale. Macerata vanta il primato regionale per quanto riguarda l’orzo con quasi la metà degli oltre 700mila quintali prodotti nelle Marche (sesto dato italiano). Il grano marchigiano, proprio per la sua qualità, è molto ricercato dai pastifici. Soprattutto dopo l’arrivo dell’l’etichettatura obbligatoria sono aumentati i consumi di pasta 100% Made in Italy e, di conseguenza, tutto il comparto ne risente positivamente.  

L’etichettatura obbligatoria sta dando risultati concreti - spiega Francesco Guzzini, vicepresidente Coldiretti Macerata - tanto che oggi il grano italiano viene pagato agli agricoltori allo stesso prezzo del migliore grano sul mercato internazionale che, fino a un paio di anni fa, costava fino a 4 euro in più il quintale. L’etichettatura è stata ed è una grande battaglia di Coldiretti in favore di chi coltiva che ha diritto al reddito ma anche il consumatore finale che attraverso la trasparenza esercita in pieno il diritto di poter scegliere. Ora guardiamo ai contratti di filiera: patti chiari, prezzi concordati e no alle pratiche sleali tra i vari attori lungo la filiera. Dobbiamo spingere sempre più su questo fronte, dialogando con l’agroindustria sana che punta alla qualità e all’etica di produzione”.

 

 

 

 

 

 

Silvio Silvestri - www.laprovinciamarche.it

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