Inchiesta "Schiavi estivi". Con i tirocini estivi studenti pagati 400 euro al mese per lavorare in hotel, ristoranti e bar

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ANCONA 1.9.2019 - L'estate che sta per finire sarà ricordata per le lamentele di gestori di alberghi, bar, chalet e ristoranti circa la mancanza di personale.

Da San Benedetto a Gabicce diversi imprenditori hanno lamentato la mancanza di disponibilità da parte dei giovani di lavorare come camerieri, baristi, lavapiatti e così via. E secondo loro ciò sarebbe dovuto alla mancanza di volontà, di senso del dovere e, addirittura, al reddito di cittadinanza.

Di fronte a simili farneticazioni non si è fatta attendere la replica dei sindacati che hanno evidenziato che ciò è determinato, soprattutto, dalle condizioni di lavoro estreme con salari da fame, turni di lavoro massacranti e senza giorno di riposo settimanale. E' vero che molti imprenditori non usano certi sistemi e rispettano le regole, però diversi non lo fanno. E non lo fanno solo con gli studenti, ma anche con i ragazzi che non studiano più e persino con donne ed uomini di ogni età.

Una situazione nota a chi d'estate ha bisogno di lavorare e pur di guadagnare è costretto a sottostare a simili soprusi. E non è in condizione di denunciare per non perdere quella fonte di reddito, seppur minima, ma, spesso indispinsabile. E allora lo facciamo noi sperando che s'infittiscano i controlli di chi di dovere e sia riportata la civiltà anche in quegli ambienti di lavoro che, in certi casi, sembrano fermi a mezzo secolo fa.

Oggi parliamo dei tirocini estivi degli studenti. E lo facciamo riportatando, di seguito, una denuncia fatta qualche settimana fa da Cgil e Filcams Marche. 

"Cgil e Filcams Marche denunciano un utilizzo smodato e incontrollato dei tirocini, sopratutto nei settori del turismo, dei pubblici esercizi e della ristorazione. Sono centinaia i casi che sono stati segnalati alla Cgil, in queste ultime settimane, di tirocinanti utilizzati per ricoprire ruoli e mansioni che dovrebbero essere assegnati a lavoratori assunti con contratto di lavoro stagionale e nel rispetto dell’applicazione dei contratti nazionali.

Nel caso del tirocinio estivo, cioè quello rivolto a studenti regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso una scuola, con 400 euro al mese ci si può assicurare la prestazione di un giovane da un minimo di 14 giorni, fino a 3 mesi; nel caso di un tirocinio extracurriculare si può arrivare a 500 euro al mese per 12 mesi ed elevabile fino a 24 mesi, senza ferie, permessi, malattia, tfr e mensilità aggiuntive.

Solo nel 2018 sono stati oltre 11mila i tirocini utilizzati nella regione, praticamente pari alla metà dei contratti a tempo indeterminato avviati in tutto il territorio regionale.

Uno dei settori che risulta essere quello con la percentuale più bassa di assunzioni dopo il periodo di tirocinio è proprio quello del turismo e della ristorazione con appena l’11% di assunzioni sul totale di tirocini attivati.

Alla fine del 2017, con la Regione le organizzazioni sindacali hanno discusso e provato a contrastare le regole troppo permissive sull’utilizzo dei tirocini estivi ed extracurriculari, una discussione che portò alle linee guida e alla delibera n.1474 dell’11 dicembre 2017.

Con la Regione, si era concordato sulla necessità di costruire un sistema di comunicazioni alle parti sindacali per monitorare e verificare il giusto utilizzo dello strumento di politica attiva e per contrastare gli abusi diffusi nel nostro territorio regionale; ma, ad un anno e mezzo, si è potuto constatare il totale immobilismo dell’Assessorato su questo tema delicatissimo. E’ evidente l’intenzione di non disturbare le imprese e di fare in modo che si continui nell’utilizzo smodato di tirocini in sostituzione di lavoratori regolari stagionali.

Dichiara Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil Marche: “Su questi gravissimi abusi chiediamo tolleranza zero alle istituzioni e la massima attenzione da parte degli di organi di vigilanza, pur consapevoli delle condizioni critiche in cui operano.” E ancora: “Dal 2012, l’utilizzo dei tirocini è aumentato di oltre il 100% e l’impennata più forte è arrivata in concomitanza dell’abolizione dei voucher. E’ possibile che ce ne siamo accorti solo noi?”.

Secondo Joice Moscatello, segretario generale Filcams Cgil Marche, “l’utilizzo dei tirocini riduce anche nei fatti la qualità del servizio nelle attività ricettive e nei pubblici esercizi, non contribuendo alla crescita e allo sviluppo di un settore, quello del turismo, che invece avrebbe la necessità di essere sostenuto attraverso percorsi di qualificazione professionale continua. Come Filcams Cgil, auspichiamo che l’utilizzo dei tirocini e degli studenti nell’alternanza scuola-lavoro non diventasse uno strumento per sostituire l’occupazione stabile e regolare”.

A subire le conseguenze di questo abuso sono sopratutto i giovani ed i disoccupati, proprio quelle persone che dovrebbero essere di più tutelate."

L'inchiesta sui "nuovi schiavi estivi marchigiani" prosegue. Appuntamento alla prossima puntata.

 

 

Silvestro Pompei - www.laprovinciamarche.it

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