Arbitro donna presa al collo da un allenatore nella giornata contro la violenza sulle donne

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SENIGALLIA 26.11.2019 - E' paradossale, oltre che allarmante, quanto accaduto domenica su un campo di calcio a cinque di Senigallia la vigilia della giornata contro la violenza sulle donne. Quando tutto il movimento calcistico italiano stava dando un segnale importante contro questa piaga sociale con calciatori e calciatrici, allenatori, arbitri, scesi in campo con un segno rosso sul viso, una ragazza che stava arbitrando una partita di calcio a cinque tra due squadre giovanili è stata strattonata e presa al collo da un allenatore irritato dall'arbitraggio della giovane.

Una reazione deprecabile non solo perhè si stava disputando una gara tra squadre giovanili, non solo perchè l'arbitro era una ragazza, ma anche e soprattutto perchè è accaduta alla vigilia della giornata contro la violenza sulle donne quando tutti i mezzi di comunizione italiani hanno trattato l'argomento mostrando dati agghiaccianti, epidosi raccapriccianti e storie drammatiche di donne di ogni età uccise, picchiate, sfregiate dagli uomini.

Tutto è iniziato a quattro minuti dalla fine della gara Under 17 tra il Senigallia e la Virtus Team di Fabriano quando l'allenatore della squadra fabrianese che stava perdendo 11 a 5 si sarebbe avvicinato alla ragazza per protestare contro quello che lui riteneva un fallo non dato. E di fronte alla richiesta della ragazza di allontanarsi l'allenatore l'avrebbe prima strattonata e poi presa al collo.

Da qui la chiusura anticipata del match con la ragazza che si è chiusa nel proprio spogliatoio dove è stata raggiunta dai carabinieri che l'hanno accompagnata all'ospedale. Qui la giovane è stata assistita più per lo spavento che per le lievi lesioni subite. Secondo l'allenatore non avrebbe messo le mani sul collo della ragazza, ma si sarebbe limitato a strattonarla. Ed in ogni caso già in serata avrebbe dato le dimissioni subito accettate dal presidente della Virtus che ha condannato l'atteggiamento del suo allenatore.

Ora la palla passa sicuramente alla giustizia sportiva che userà il pugno di ferro. Per quanto riguarda la giustizia ordinaria bisognerà vedere se la ragazza deciderà di sporgere denuncia alle forze dell'ordine.

Al di là di tutto, questo brutto episodio verificatosi in piena campagna di comunicazione contro la violenza sulle donne è l'ulteriore conferma che c'è ancora tanto da fare per debellare questa odiosa piaga sociale. 

 

Alessandro Lorenzi- www.laprovinciamarche.it

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