La CNA Ancona propone un gruppo di acquisto collettivo per sostenere parrucchiere e estetiste
Parrucchiere_donna
ANCONA 16.4.2020 - Oltre 1300 imprese del settore acconciatura ed estetica nella sola provincia di Ancona. Una media di oltre tre addetti per impresa. Sono più di 4000 posti di lavoro. Il settore è in ginocchio e, ovviamente, registra un calo delle entrate del 100%.

Da oltre un mese queste attività sono chiuse per decreto e, presumibilmente, saranno tra le ultime a riaprire, data la promiscuità che le modalità di lavoro prevedono.

Nonostante gli enormi sacrifici economici la categoria ha risposto con grande senso civico e di responsabilità. Alcune imprese hanno deciso di chiudere ancor prima del decreto.

Alla riapertura le aziende dovranno attrezzarsi per lavorare in sicurezza, per proteggere la salute dei lavoratori, sia titolari che dipendenti, e la salute dei clienti. Questo imporrà un aggravio di costi per l'acquisto di dispositivi protettivi e di sanificazione, ma anche una organizzazione del lavoro molto diversa, che durerà nel tempo, per garantire distanze ed evitare assembramenti. Tutto ciò potrebbe anche comportare una riduzione dei ricavi nel breve periodo.

Per sostenere le imprese in questo momento di grave difficoltà e per garantire una ripartenza adeguata CNA Ancona ha costituito un Gruppo di acquisto collettivo per presidi sanitari di disinfezione e dispositivi di protezione, in modo da facilitare e rendere meno onerosa la ripresa delle attività, allo scopo di rendere sicure le condizioni di lavoro e, soprattutto,  di mettere in campo la forza associativa per assicurare alle imprese prezzi, qualità e condizioni di pagamento il più possibile favorevoli.

Purtroppo il settore è chiamato a fare i conti con la piaga cronica dell'abusivismo che, in questo frangente di emergenza sanitaria, sta dilagando. La CNA riceve numerose segnalazioni in proposito. È una pratica illegale che danneggia le imprese regolari e mette seriamente in pericolo la salute dei consumatori.

Per queste ragioni CNA ha avviato, già da metà marzo, una campagna di informazione rivolta ai cittadini per indicare i rischi (legali e di pregiudizio della propria salute) in cui si incorre rivolgendosi ad operatori a domicilio ed irregolari.

CNA nazionale ha inviato una lettera al Ministro dell'Interno - Luciana Lamorgese - ed al Presidente dell'ANCI - Antonio De Caro, per chiedere controlli efficaci per contrastare il fenomeno.

È una richiesta che la CNA gira anche alle istituzioni locali per affrontare l'abusivismo in modo adeguato. È necessario trasmettere alle imprese sane e rispettose delle regole un segnale di vicinanza delle istituzioni. Pena il crescere del senso di malessere e di inquietudine che la categoria sta vivendo in questo periodo di emergenza sanitaria e di isolamento sociale.

(Silvio Silvestri - laprovinciamarche.it)


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