Fase 2, la CNA di Ascoli sintetizza le nuove regole in base alle disposizioni governative e alle indicazioni dell'Inail
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ASCOLI 25.4.2020 - Ripartenza sì, ma con molti accorgimenti di natura igienico-sanitare e di prevenzione. La Cna Picena ha sintetizzato alcune delle misure principali previste per la prevenzione del contagio nei luoghi di lavoro.

MEDICO COMPETENTE.

Ruolo centrale al medico competente per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, attraverso la collaborazione alla valutazione dei rischi e all'effettuazione della sorveglianza sanitaria.

Alla ripresa delle attività, è opportuno che sia coinvolto il medico competente per le identificazioni dei soggetti con particolari situazioni di fragilità e per il reinserimento lavorativo di soggetti con pregressa infezione da COVID 19.

Secondo l’INAIL potrebbe essere introdotta la “sorveglianza sanitaria eccezionale” che verrebbe effettuata sui lavoratori con età >55 anni o su lavoratori al di sotto di tale età ma che ritengano di rientrare, per condizioni patologiche, in questa condizione anche attraverso una visita a richiesta.

Relativamente alle aziende dove non è già presente il medico competente, in via straordinaria, va pensata la nomina di un medico competente ad hoc per il periodo emergenziale o soluzioni alternative, anche con il coinvolgimento delle strutture territoriali pubbliche.

REINTEGRO DEI LAVORATORI CONTAGIATI.

L’ ingresso in azienda di lavoratori già risultati positivi all’infezione da COVID 19 dovrà essere preceduto da una preventiva comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica da cui risulti la “avvenuta negativizzazione” del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.

Il medico competente, effettua la “visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alla mansione” (D. Lgs 81/08 e s.m.i, art. 41 c. 2 lett. e-ter), anche per valutare profili specifici di rischiosità e comunque indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia, in deroga alla norma.

CONTROLLI.

Nella fase di transizione è importante considerare l’eventualità che il focolaio si riattivi, ed è per questo che l’Inail insiste su una serie di misure di igiene. Per esempio, il controllo della temperatura corporea sui lavoratori prima di accedere al luogo di lavoro. Accesso vietato se la temperatura dovesse essere superiore ai 37,5°.

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE.

Riduzione del contatto sociale, articolazione dell’orario lavorativo e dei processi produttivi, limitazione alle trasferte. L’azienda dovrà puntare su orari flessibili in entrata e uscita dai luoghi di lavoro per favorire il distanziamento sociale e ridurre, così, il numero di presenze in contemporanea nei luoghi di lavoro. Inoltre, i dipendenti che non necessitano di particolari strumenti e che possono lavorare da soli, per il periodo transitorio potrebbero occupare spazi ricavati – ad esempio – da uffici inutilizzati (sale riunioni). Negli ambienti dove, invece, operano più lavoratori contemporaneamente, le postazioni andranno adeguatamente distanziate con l’introduzione di barriere di separazione (panelli in plexiglass o mobili).

Anche negli spostamenti si dovrà fare particolare attenzione: per andare al lavoro e fare ritorno a casa si dovranno evitare gli assembramenti, e sui bus si dovrà usare la mascherina.

PULIZIA E SANIFICAZIONE

Sarebbe opportuno, soprattutto nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, prevedere, alla riapertura, una sanificazione degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni. In ogni caso va garantita la pulizia giornaliera dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni nonché la sanificazione periodica.

UTILIZZO DI MASCHERINE E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI (DPI)

PER LE VIE RESPIRATORIE

Vanno mappate tutte le attività, prevedendo di norma, per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni, l’utilizzo di una mascherina chirurgica, come del resto normato dal DL n. 9 (art. 34) in combinato con il DL n. 18 (art 16 c. 1).

LINEE GUIDA PER PARRUCCHIERI, ESTETISTE E NEGOZI

Parrucchieri. Solo su appuntamento; pulizia obbligatoria anche più di due volte al giorno; dispenser igienizzanti all’ingresso e vicino alle casse; strumenti di lavoro disinfettati; obbligo per tutti di indossare mascherine e guanti.

Centri estetici. Si dovrà seguire lo stesso modello utilizzato nei laboratori medici. In aggiunta alle regole imposte alle attività di acconciatore, qui si dovranno sterilizzare tutti i ferri e gli altri strumenti di lavoro.

Negozi. La misura di riferimento del Governo è di 40 metri quadri. In un’attività di queste dimensioni dovrà accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori. Se si superano i 40 metri, l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita,

Mascherine. Il personale dovrà indossare mascherina e guanti. Nei negozi di alimentari i clienti potranno toccare il cibo soltanto se indosseranno i guanti. Per chi sta fuori in fila in attesa di entrare, sarebbe preferibile indossare la mascherina. Se non è possibile, mantenere la distanza di un metro,

Dispenser. All’entrata dell’esercizio ci dovrà essere un dispenser per l’erogazione del disinfettante. Sarà obbligatorio averlo vicino alle casse, tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento. In negozi di ampia metratura, ci dovranno essere più dispenser sistemati in angoli diversi.

Pulizia. Sanificare i locali prima della ripartenza, compresi i filtri dell’aria condizionata. Una volta a regime, la pulizia del luogo di lavoro dovrà essere fatta due volte al giorno: all’apertura e alla pausa. Si userà ipoclorito di sodio ed etanolo per camerini, maniglie, casse, bagni e vetrine.

(Enrico Medici - laprovinciamarche.it)


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