Controlli Covid-19. La Guardia di Finanza trova due lavoratori clandestini
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ASCOLI 28.4.2020 - Il dispositivo attuato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno, in queste fasi di emergenza sanitaria per le attività di prevenzione e tutela della salute pubblica, prosegue in forma capillare anche sul fronte dei controlli tesi a verificare la legittimazione alla continuità dell’attività delle aziende del piceno e sull’osservanza delle chiusure degli esercizi commerciali.

Nel corso dei controlli di polizia economico-finanziaria propri del Corpo, i militari del Gruppo di Ascoli Piceno hanno constatato la presenza di persone all’interno di un’azienda tessile, autorizzata all’operatività in virtù del codice Ateco (Attività economica) dichiarato, in palese atteggiamento lavorativo.

Dal controllo sono state identificate due persone extracomunitarie prive di permesso di soggiorno.

Rilevata, quindi, la posizione di “clandestini” degli stessi, i successivi accertamenti hanno permesso di acclarare che i soggetti erano “illegalmente presenti sul Territorio Nazionale”; da qui è scaturita l’emissione, da parte del Prefetto, dei decreti di espulsione e, in attesa dell’esecuzione, il Questore ne ha ritirato il passaporto disponendo per i due l’obbligo di firma.

Il titolare dell’azienda è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per aver occupato alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno, questo reato prevedev la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa di 5000 euro per ogni lavoratore impiegato.

Per i due irregolari sono scattate le denunce per l’ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato (soggetti “clandestini”), reato che prevede la pena dell’ammenda da 5.000 a 10.000 euro.

Inoltre, sono in corso accertamenti in merito agli aspetti d’interesse fiscale connessi alla vicenda, già compiutamente delineati dallo stesso Gruppo di Ascoli Piceno che, attraverso l’esecuzione di specifiche verifiche e controlli, segnalerà all’Agenzia delle Entrate ed all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, i proventi “in nero” con cui sono state corrisposte ai braccianti le retribuzioni per le prestazioni di lavoro non regolarizzate e non certificate e, contestualmente, ristabilire le condizioni di legalità previdenziale e contributiva.

Le attività delle Fiamme Gialle picene continueranno in tutti gli ambiti connessi all’emergenza sanitaria, a tutela della salute pubblica e al riscontro dell’osservanza alle diverse disposizioni emanate dall’Autorità di Governo per il contrasto ed il contenimento del virus COVID-19.

(Enrico Medici - laprovinciamarche.it)


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