Inchiesta Altroconsumo; il lokdown del Governo uno tsunami economico sulle famiglie che non riescono più a pagare le spese di base

disoccupazione_femminileOltre due mesi senza entrate e senza i sostegni annunciati dal Governo, ma mai arrivati hanno messo in ginocchio milioni di famiglie. Che si sono indebitate solo per poter fare la spesa alimentare. Ma ora non riescono a pagare bollette, mutui, affitti, medicinali e altre spese di base

 

ANCONA 25.5.2020 - L’emergenza coronavirus in corso non riguarda solo la salute, ma anche l’economia delle famiglie. Per questo l'associazione "Altroconsumo" ha condotto un’indagine che analizza il peso che sta avendo la pandemia sui bilanci degli italiani. Ecco, di seguito, quanto riporta Altroconsumo

LAVORO: DUE PERSONE SU TRE HANNO SUBITO GRAVI PERDITE. Il Covid-19 ha costretto l’intera popolazione ad un lock-down durato per più di due mesi e, di conseguenza, al blocco di numerose attività. Oltre alle perdite liquide legate alla cancellazione di eventi culturali (subite dal 21% delle famiglie), sportivi (18%), familiari (17%) e di viaggi (34%), quasi la metà delle famiglie italiane (46%) ha accusato ingenti perdite legate alla propria professione, in media 1.875€Infatti, il 32% dei lavoratori dichiara di aver subito una riduzione dei propri introiti da lavoro, il 25% di essere momentaneamente inattivo (ad esempio in cassa integrazione o in seguito alla chiusura temporanea della propria attività commerciale) e l’8% di aver perso il lavoro. Il termine della quarantena non è un fatto rasserenante poiché le conseguenze di questa crisi, a livello sia economico che professionale, continueranno a farsi sentire a lungo. Si prospetta un futuro incerto anche per i lavoratori dipendenti che hanno mantenuto la propria occupazione durante l’emergenza: 1 su 3 infatti teme di perdere il posto di lavoro nei prossimi 12 mesi. In molti prevedono una riduzione delle proprie prospettive di carriera all’interno della propria azienda (59%) e una riduzione delle proprie opportunità sul mercato del lavoro (65%). 

MUTUI, BOLLETTE, SPESE MEDICHE ED ALIMENTARI: IL 12% DELLE FAMIGLIE FATICA A SOSTENERE LE SPESE DI BASE. La perdita o sospensione del lavoro e la riduzione degli stipendi stanno causando gravi difficoltà anche nel far fronte alle spese più basilari. Basti pensare che tra le famiglie che possono contare su dei risparmi, due su tre li hanno dovuti utilizzare (35%) o pensano di doverlo fare nel prossimo futuro (32%) per coprire le spese correnti, molto difficili da affrontare in questo periodo di crisi per il 12% delle famiglie. Parliamo di grosse difficoltà a sostenere spese come bollette (per il 17% delle famiglie) o generi alimentari (per il 9%). Preoccupano anche le spese legate alla salute, difficili da coprire per il 21% delle famiglie italiane.  In questo periodo in molti hanno gravi difficoltà a pagare le rate di mutui (11%) e prestiti (17%). Solo l’8% delle famiglie italiane ha fatto richiesta di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa e di queste soltanto il 26% è riuscito ad ottenerla. Per quanto riguarda gli altri prestiti personali e i finanziamenti, la situazione è ancora più critica in quanto solo il 15% di chi ne ha richiesto il congelamento alla banca o alla finanziaria, è riuscito ad ottenerlo, mentre quasi il 30% ha ricevuto un rifiuto, in attesa di risposta il 57% dei richiedenti. 

I SOSTEGNI DEL GOVERNO: QUASI UNA FAMIGLIA SU DUE HA FATTO RICHIESTA. In questa situazione di grave difficoltà, il Governo ha messo a disposizione una serie di forme di sostegno economico volte a supportare gli italiani che ne hanno bisogno. Ben il 45% degli intervistati dichiara che la propria famiglia ne ha fatto richiesta. Quasi 1/4 dei rispondenti ha chiesto il bonus di 600 euro per i lavoratori autonomi, erogato nel 57% dei casi, e il 18% ha richiesto i buoni per far fronte alle spese alimentari (nella maggior parte dei casi, 62%, i bonus sono stati concessi). Per quanto riguarda altri tipi di sussidi: il 6% dei soggetti ha richiesto il prestito fino a 25 mila euro per microimprese, artigiani e commercianti, che, però, è stato rifiutato quattro volte su dieci.. (Giorgia Galanti - www.laprovinciamarche.it)

 

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