La CNA dura sui ristori, solo il 60% delle imprese prenderà gli spiccioli previsti dal Decreto
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ANCONA 6.5.2021 - Via la soglia del 30% con un meccanismo di decalage e più risorse fresche. Se un piccolo passo in avanti è stato fatto per superare l’assurdità dei ristori legati ai codici Ateco a favore di una compensazione tarata sulle perdite effettive, di fatto in questi giorni, dati contabili alla mano, le attività stanno riscontrando l’ennesima beffa. Un’ormai consueta schizofrenia da annuncio che si sposa ad un’inconsistenza applicativa, tra la soglia minima del 30% di calo del fatturato e la media mensile di perdita annuale con cui si prova a mascherare una sorta di distribuzione di risorse a pioggia, ma con la beffa del filtro di accesso. Alla luce di questo fatto, denunciato dagli imprenditori negli uffici CNA dopo l’apertura della piattaforma per richiedere i ristori, la CNA torna a tuonare sul meccanismo attivato, che ritiene assolutamente inaccettabile e soprattutto ingeneroso, visti gli sforzi fatti e la situazione che permane assolutamente precaria ed incerta.

Serve un segnale di forte discontinuità rispetto allo scorso Governo - sottolinea il direttore CNA Territoriale di Ancona, Massimiliano Santini - che francamente non si percepisce in termine di sostanza e tempismo, poiché sebbene siano cambiati gli attori, si è semplicemente perso tempo prezioso e la situazione è sempre più grave”.

La CNA di recente è tornata a ribadire con forza il fatto che servono risorse finanziarie accessibili e quindi occorre far slittare la moratoria oltre il 30 giugno, rinnovare il sistema delle garanzie pubbliche e puntare sui Confidi, che hanno saputo supportare meglio degli altri le esigenze delle micro e piccole imprese. Bene ha fatto a riguardo l’Assessore regionale Carloni con la L.R. 13 grazie ai 22 milioni messi ad abbattimento dei costi di accesso al credito e altrettanto lungimirante è stato l’Assessore Aguzzi nel rifinanziare il bando “creazione d’impresa”, che sta favorendo tante nuove iniziative imprenditoriali. Tuttavia non basta e la CNA ribadisce che si deve fare di più e meglio, partendo dalla correzione dell’impostazione che regola la Tari, evitando di appesantire con tale imposte la situazione delle imprese, prorogare lo slittamento delle cartelle esattoriali e riconoscere la possibilità di rateizzare i pagamenti, introdurre una normativa più flessibile sui contratti a tempo determinato, che nelle nostre imprese tendenzialmente approda in una occupazione stabile.  (Silvio Silvestri – www.laprovinciamarche.it)

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