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I dati ufficiali della Regione confermano quanto anticipato dal giornale "La Provincia": nelle Marche solo 512 casi certi, 5 morti e meno di 30 mila vaccinazioni. Intanto il Consiglio d'Europa isollecita un'inchiesta ipotizzando una speculazione delle case farmaceutiche
"Tanto rumore per nulla". E' il sospetto che sta prendendo piede riguardo la pandemia da influenza A che per tutto l'autunno e per la prima parte dell'inverno ha messo in allarme le Marche come il resto dell'Italia (e dell'Europa).
Un sospetto che un'inchiesta richiesta dal Consiglio d'Europa potrebbe addirittura trasformare in uno scandalo senza precedenti che potrebbe coinvolgere alcune delle più note case farmaceutiche mondiali.
D'altra parte dopo gli scenari "catastrofici" ipotizzati dall'Organizzazione mondiale della sanità e dalle principali autorità sanitarie europee, compreso il ministero della salute italiano, non si se esagera nel sostenere che alla fine "la montagna ha partorito un topolino" .
Proprio per evitare il verificarsi anche in Italia dei catastrofici scenari previsti dall'Oms, il sottosegretario alla sanità Fazio aveva predisposto un piano anti pandemico che prevedeva la necessità di vaccinare almeno il 40% della popolazione italiana. E più volte aveva ribadito che, se quel piano di vaccinazioni non fosse stato rispettato, la pandemia avrebbe potuto colpire circa 15-20 milioni gli italiani e provocare un numero elevatissimo di decessi (oltre 10 mila).
Le perplessità sollevate da medici e pediatri, sia sulla reale pericolosità dell'influenza che sull'efficacia del vaccino, e il fatto che proprio il personale sanitario, che pure doveva essere la prima categoria ad essere vaccinata, ha in larghissima parte rifiutato di farsi vaccinare, ha fatto naufragare il piano ministeriale delle vaccinazioni. Eppure ora che la pandemia sembra essere quasi alla conclusione, si scopre che le previsioni pessimistiche iniziali sono state clamorosamente smentite.
Nelle Marche, ad esempio, si prevedeva che circa 600 mila marchigiani avrebbero potuto contrarre l'influenza A. Per questo motivo il programma stilato dall'assessorato alla sanità della Regione prevedeva che tra novembre e gennaio si sarebbero dovuti vaccinare circa 500 mila marchigiani (delle cosiddette categorie a rischio).
I dati che arrivano dal ministero dicono, però, che a metà gennaio sono appena 26.811 i marchigiani che si sono vaccinati (poco più del 5% di quelli previsti nel programma antipandemico regionale) e che l'87% del personale medico ha rifiutato di vaccinarsi. In base alle allarmanti previsioni iniziali, una così bassa percentuale di vaccinati avrebbe dovuto provocare un vero e proprio boom di contagi nelle Marche.
E, invece, i presunti casi di influenza A nella nostra regione sono stati poco più di 200 mila, quasi un terzo del numero di marchigiani che ogni anno è colpito dall'influenza stagionale, con 5 decessi (tutte persone con cause di rischio preesistenti).
In realtà, però, non c'è alcuna certezza che effettivamente i marchigiani colpiti dall'influenza A siano oltre 200 mila. Infatti quel dato è riferito ai casi presunti, cioè al numero di marchigiani colpiti in questi mesi da sintomi influenzali che medici e pediatri, senza alcun riscontro certo, hanno catalogato come influenza A (che, pure, ha gli stessi sintomi delle altre forme influenzali). Solo in 1.276 casi sono stati effettuati gli esami necessari per verificare con certezza se si trattava di influenza A o di altra forma influenzale. E di questi 1.276 marchigiani sottoposti ad analisi, solo 504 sono risultati effettivamente contagiati dall'influenza A.
Stessa situazione nel resto dell'Italia, con appena 820 mila italiani che si sono vaccinati contro l'influenza A ( appena il 4% di quelli previsti nel piano pandemico nazionale) e quasi il 90% del personale medico che ha rifiutato di vaccinarsi.
Eppure nonostante il fallimento del programma nazionale di vaccinazione, solo 4 milioni gli italiani colpiti dall'influenza A (un terzo rispetto a quanto ogni anno vengono colpiti dal'influenza stagionale), mentre si sono registrati 200 decessi (quasi tutti soggetti con già condizioni preesistenti di rischio), pari ad una percentuale dei 0,005 dei contagiati, decisamente al di sotto della media dei decessi che solitamente si verifica con l'influenza stagionale. E, come per i dati relativi alle Marche, anche in questo caso dei presunti 4 milioni di contagiati meno del 10% sono contagi certi , certificati e confermati dalle analisi.
E se, di fronte a questi dati, è inevitabile che crescano i sospetti, in Europa c'è chi in proposito non sembra avere dubbi. Si tratta del presidente della commissione Sanità del Consiglio d'Europa (l'epidemiologo tedesco Wodarg) che, senza mezzi termini, ha lanciato pesanti accuse contro alcune cause farmaceutiche che, a suo dire, avrebbero orchestrato una falsa pandemia influenzale per fare miliardi di euro con la vendita del vaccino". "Quello dell'influenza A - prosegue Wodarg - è uno dei più grandi scandali sanitari del secolo.
Le maggiori aziende farmaceutiche sono riuscite a piazzare i i propri uomini negli "ingranaggi" dell'Oms e di altre influenti organizzazioni. Per promuovere i loro farmaci brevettati e i vaccini contro l'influenza, le case farmaceutiche hanno influenzato scienziati e organismi ufficiali, competenti in materia sanitaria, e cosi' allarmato i governi di tutto il mondo: li hanno spinti a sperperare le ristrette risorse finanziari per strategie di vaccinazione inefficaci e hanno esposto inutilmente milioni di persone al rischio di effetti collaterali sconosciuti per vaccini non sufficientemente testati".
Per questo il Consiglio d'Europa ha aperto un'inchiesta sul ruolo delle case farmaceutiche e lo stesso si accinge a fare anche l'Organizzazione mondiale della sanità.
2 marzo 2010
FRANCESCO DI SILVESTRE (
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