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Consiglio Europa: "aborto ancora troppo difficile per le donne italiane" Stampa E-mail

 

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Cresce il numero degli obesi nelle Marche Stampa E-mail

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Stanziati oltre 420mila euro per i danni da vaccini e trasfusioni Stampa E-mail

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Marche tra le regioni più colpite dall'influenza Stampa E-mail

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Ticket sanitari "personalizzati", la mappa delle disparità tra le regioni Stampa E-mail

25 febbraio 2016 - Secondo il Rapporto 2015 dell'Osservatorio Civico sul Federalismo in Sanità i ticket sanitari  in Italia hanno notevoli differenze tra le varie regioni. Tante, infatti, denuncia Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato (Tdm), le difformità regionali: considerando ad esempio 16 prestazioni, i ticket più bassi nel pubblico si registrano prevalentemente nel Nord Est (per 10 su 16 prestazioni), quelli più elevati nel Sud (per la metà delle prestazioni).

Inoltre, il livello di compartecipazione dei cittadini ai ticket fra 2013 e 2014 è diminuito solo nella Provincia autonoma di Trento (-5,6%), in Sicilia (-2,2%), Piemonte (-2%) e Liguria (0,8%). In Valle d'Aosta si registra invece un +11,9%. L'importo del ticket varia poi di regione in regione sia sulla farmaceutica sia sulle prestazioni specialistiche ambulatoriali: nel 2014, però, si è registrato un +4,5% dei ticket sui farmaci e un -2,2% sulla specialistica. Conti alla mano, rileva il Tdm, ogni anno i cittadini a testa pagano in media oltre 50 euro come quota di compartecipazione in tutte le Regioni del Nord e del Centro - ad eccezione di Piemonte, Marche e PA Trento - con punte vicino ai 60 euro in Veneto e Valle D'Aosta, e in media 42 euro al Sud.

Riguardo le esenzioni la situazione è ancor più ingarbugliata: in alcune Regioni sono esenti tutti i disoccupati, i lavoratori in cassa integrazione o in mobilità o con contratto di solidarietà (come Lombardia, Emilia Romagna e Toscana); in altre Regioni sono esenti dalla partecipazione al costo i figli a carico dal terzo in poi (PA Trento); in altre ancora sono esenti gli infortunati sul lavoro per il periodo dell'infortunio o affetti da malattie professionali (come Liguria, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Basilicata), i danneggiati da vaccinazione obbligatoria, trasfusioni, somministrazione di emoderivati, le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e familiari, i residenti in zone terremotate. Quanto alla farmaceutica, nelle regioni settentrionali il ticket sui farmaci va da un minimo di 2 ad un massimo di 4 euro. Emilia Romagna, Toscana ed Umbria sono le uniche tre regioni che prevedono ticket sulla farmaceutica diversi a seconda delle fasce di reddito, da 0 per le fasce più basse ad 8 euro per le fasce più alte.

Il servizio sanitario infatti, come è noto, è gestito dalle regioni. E ognuna ha “personalizzato” il sistema. Sono tre, infatti, Tickequelle regioni che hanno rinunciato al ticket di 10 euro sulla specialistica: la Valle D’Aosta, le due province autonome di Trento e Bolzano e la Sardegna (quest’ultima sta pensando a un aumento simbolico di 1 euro per tutti). Le altre hanno recepito i nuovi ticket con modalità diverse: 
- Liguria, Lazio, Basilicata, Calabria hanno semplicemente proceduto con un’introduzione secca e senza modulazioni del ticket di 10 euro a ricetta;
-  Friuli Venezia Giulia, Campania, Molise hanno deciso di introdurlo ma con eventuali rimodulazioni;
- Sicilia, con già un ticket di 2 euro a ricetta, lo ha aumentato di 8 euro per arrivare a 10;
- Lombardia e Piemonte definiscono il ticket in base al tipo di esame e al valore della prestazione (per le ricette fino a 5 euro non c’è aumento e si sale fino a un massimo di 30 euro per gli esami più complicati);
Marche, Emilia Romagna, Toscana, Umbria hanno modulato il ticket in base al reddito: fino a 36.152 euro esenzione totale;  fra 36.153 euro e 70.000 euro, ticket di 5 euro ; fra 70.001 e 100.000 euro, ticket di 10 euro;  oltre i 100.000 euro, ticket di 15 euro;
- Abruzzo e Veneto applicano il criterio reddituale ma con una soglia unica (il Veneto un ticket di 10 euro per redditi superiori a 29mila euro e di 5 euro per redditi inferiori e l'Abruzzo un ticket solo per redditi superiori a 36.151 euro annui) 

Ci troviamo di fronte a 20 sistemi diversi in cui ai costi elevati per accedere alle prestazioni pubbliche si aggiungono interminabili liste di attesa. E così aumentano le persone che preferiscono rivolgersi alle strutture private dove ci saranno costi un pochino maggiori, ma tempi decisamente più celeri.

Elena Pompei - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Sulla partecipazioni dei cittadini alla spesa per la sanità è anarchia tra le regioni italiane. Ognuna interpreta a suo modo la manovra di luglio che introduce un ticket di 10 euro sulle visite specialistiche e le analisi e 25 euro sui “codici bianchi” al pronto soccorso (cioè quelli che non richiedono nessuna urgenza). Col risultato che a pochi chilometri di distanza un cittadino-paziente può ricevere trattamenti del tutto diversi.

Il Movimento Consumatori ha condotto un’indagine su come è stata applicata la nuova norma sul territorio nazionale. Il servizio sanitario infatti, come è noto, è gestito dalle regioni. E ognuna ha “personalizzato” il sistema. Così si può arrivare a situazioni limite in cui “una persona che si reca al pronto soccorso e dichiara di avere un dolore a livello gastrico, se sottoposto a visita cardiologica, elettrocardiogramma, consulto chirurgico ed ecografia, senza che si evidenzi nulla di serio, può pagare anche 130,15 euro“.

Lo sostiene Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori. Considerando ticket già esistenti e quelli appena introdotti il conto è presto fatto: 30 euro per il cardiologo cui si aggiungono10 euro di ticket nazionale, 19 euro per la visita chirurgica più altri10 di ticket e 36,15 euro per l’ecografia. Se alla fine di tutti i controlli i medici non riscontrano nulla, il paziente “ipocondriaco” può essere classificato come codice bianco e deve pagare altri 25 euro. Totale130,15, appunto.

Ticket a macchia di leopardo

Ma la realtà può essere molto diversa tra una regione e l’altra. Sono tre quelle che hanno rinunciato al ticket di 10 euro sulla specialistica: la Valle D’Aosta, le due province autonome di Trento e Bolzano e la Sardegna (quest’ultima sta pensando a un aumento simbolico di 1 euro per tutti).

Le altre hanno recepito i nuovi ticket con modalità diverse:

•  alcune hanno semplicemente proceduto con un’introduzione secca e senza modulazioni del ticket di 10 euro a ricetta: sonoLiguriaLazioBasilicataCalabria.

•  altre hanno deciso di introdurlo ma con eventuali rimodulazioni: sono Friuli Venezia GiuliaCampaniaMolise;

•  la Sicilia, che aveva già un ticket di 2 euro a ricetta, lo haaumentato di 8 euro per arrivare a 10;

•  due regioni – Lombardia Piemonte – definiscono il ticket in base al tipo di esame e al valore della prestazione: per le ricette fino a 5 euro non c’è aumento e si sale fino a un massimo di 30 euro per gli esami più complicati;

•  un blocco di regioni invece (Emilia RomagnaToscanaUmbria,Marche) ha modulato il ticket in base al reddito:
– fino a 36.152 euro esenzione totale,
– fra 36.153 euro e 70.000 euro, ticket di euro,
– fra 70.001 e 100.000 euro, ticket di 10 euro,
– oltre i 100.000 euro, ticket di 15 euro;

•  applicano il criterio reddituale ma con una soglia unica il Veneto(ticket di 10 euro per redditi superiori a 29mila euro e di 5 euro per redditi inferiori) e l’Abruzzo (ticket solo per redditi superiori a 36.151 euro annui).

“Ci troviamo di fronte a 20 sistemi diversi“, continua  Miracapillo. “I costi elevati per accedere alle prestazioni pubbliche si aggiungono a interminabili liste di attesa. Le persone preferiscono, quindi, rivolgersi alle strutture private per la loro celerità”.

 
Respinta la richiesta di sospensiva della chiusura dei punti nascita Stampa E-mail

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Arbore e Marcorè insieme per la Lega del Filo d'Oro Stampa E-mail
26 gennaio 2016 - “Non lascio, ma raddoppio” questo il titolo e il messaggio della campagna della Lega del Filo d’Oro, in corso fino al 13 febbraio. Un’iniziativa di raccolta fondi finalizzata alla costruzione dell’Area Sanitaria del nuovo centro nazionale di Osimo: una struttura d’avanguardia in Europa per l’assistenza, la cura e la riabilitazione delle persone sordocieche. Con il Nuovo Centro Nazionale la Lega del Filo d’Oro incrementerà i posti letto per i ricoveri a tempo pieno che passeranno da 56 a 80 e quelli per la degenza diurna che arriveranno a 20. Saranno, inoltre, raddoppiati i posti del centro diagnostico (da 4 a 8) e, di conseguenza, dimezzati i tempi di attesa per la valutazione iniziale.

«Il nuovo Centro Nazionale rappresenta il più importante progetto negli oltre 50 anni di storia della Lega del Filo d’Oro, un progetto innovativo sotto il profilo tecnico e frutto dell’esperienza di tanti anni di attività a favore delle persone sordocieche», afferma Rossano Bartoli Segretario Generale della Lega del Filo d’Oro. «Con i fondi raccolti dalla campagna potremo proseguire i lavori per la realizzazione della nuova Area Sanitaria del Centro per migliorare così la qualità dei servizi offerti e velocizzare i tempi di attesa per il ricovero e la riabilitazione delle persone sordocieche».

I casi di sordocecità in Italia sono molto più diffusi di quanto si pensi e in costante aumento. Inoltre, nella maggior parte dei casi, la mancanza di vista e/o udito è accompagnata da disabilità intellettive e motorie. E se da un lato i casi di persone che presentano minorazioni sensoriali sono più gravi rispetto al passato, dall’altro lato le persone con queste problematiche hanno un’aspettativa di vita maggiore e sopravvivono ai genitori. Per questo oggi le richieste di accoglienza e assistenza specialistica sono in crescita. La Lega del Filo d’Oro, per ogni ospite, elabora una terapia riabilitativa personalizzata per permettere di stabilire relazioni col mondo e recuperare, quanto più possibile, una dimensione fatta di dignità e autonomia.

Non solo raddoppiano gli impegni della Lega del Filo d’Oro a favore dei sordociechi, ma raddoppiano anche i testimonial: accanto a Renzo Arbore, storico volto dell’associazione, si aggiunge anche Neri Marcorè. «Io non ho realizzato una famiglia e sento un po’ come mia questa della Lega del Filo d’Oro e i suoi ospiti. Credo che visitare una delle sedi della “Lega” faccia bene perché ti apre il cuore e capisci che sei stato fortunato e non puoi più lamentarti delle piccole cose che ti capitano nella vita. Per promuovere il sostegno ho chiamato accanto a me l’attore Neri Marcorè per raddoppiare il nostro impegno per le persone sordocieche», racconta Renzo Arbore.

«Conosco la Lega del Filo d’Oro da quando ero bambino», spiega Neri Marcorè. «La sua sede principale si trova ad Osimo, vicino a dove sono nato. Qui oggi è in costruzione un nuovo Centro per accogliere ed aiutare sempre più persone. Invito tutti a sostenere questo progetto. Chiunque lo farà, è un grande!».

Fino al 13 febbraio al numero 45504 si potranno donare 2 euro per ciascun sms inviato da cellulari Tim, Vodafone, Wind, 3, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali e per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Vodafone e TWT e di 2 e 5 euro per ciascuna chiamata fatta sempre al 45504 da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Tiscali.

In occasione della campagna anche all’interno della grande mostra Videos, radios, cianfrusaglies “Lasciate ogni tristezza voi ch’entrate”– organizzata negli spazi espositivi della Pelanda al Macro di Roma - e dedicata a Renzo Arbore e ai 50 anni della sua straordinaria attività, sarà possibile sostenere i progetti della Lega del Filo d’Oro. Nel bookshop della mostra infatti viene proposta al pubblico un’ampia scelta di oggetti ispirati al colorato universo iconografico di Arbore: in particolare la sua collezione di originali e coloratissime cravatte che sarà possibile acquistare per sostenere la Lega del Filo d’Oro. Le 100 cravatte, che fanno parte della collezione privata di Arbore, sono disponibili a fronte di una donazione: anche i proventi di questa raccolta fondi serviranno per la realizzazione dell’Area Sanitaria del nuovo Centro Nazionale ad Osimo, per poter continuare così a garantire cura e assistenza a bambini ed adulti che non possono vedere e sentire e vivono costantemente immersi in un buio silenzioso.

Lega del Filo d’Oro raddoppia l’impegno, proprio come Renzo Arbore chiamando con sé Neri Marcorè. Anche tu non lasciare ... raddoppia!

Elena Pompei -  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. t

 
Con le 'abbuffate' delle feste si ingrassa anche di 5 kg. Consigli per rimediare Stampa E-mail

22 dicembre 2015 - Secondo lo studio realizzato dal sito "In a Bottle" (www.inabottle.it) su 70 esperti tra nutrizionisti, dietologi e medici generici, risulta che, a causa degli 'stravizi' alimentari che ci concediamo durante le feste, il nostro peso può aumentare in media dai 2 ai 5 kg.  E ciò, secondo gli specialisti, è solo in parte dovuto a pranzi e cenoni! Ad influire negativamente, infatti, sono soprattutto "la cattiva abitudine di mangiucchiare durante l'intero arco della giornata (66%), ma anche il trascurare ogni principio di sana alimentazione e corretta idratazione (42%)".  Comportamenti scorretti che sarebbero dettati dal tentativo di combattere la noia (55%), dalle lunghe ore passate davanti alla TV (53%) e "dalla voglia di lasciarsi andare dopo lo stress accumulato durante l'anno (38%)". Tutte cose che inducono gli italiani, in media, ad assumere 1.000-1.500 kilocalorie in più al giorno, su una dieta consigliata di 2.000 in totale. Per il 65% degli esperti non è necessario "né lanciarsi in una rigida dieta, né rinunciare del tutto a festeggiare: molto meglio tornare per gradi ad una sana alimentazione e reintrodurre nel proprio organismo tutti quegli elementi, come frutta e verdura, che durante le abbuffate natalizie vengono un pò trascurati". 

E allora come fare per non ingrassare? Il primo consiglio è quello di fare un pò di movimento, anche 20-30 minuti, durante i giorni nei quali non siamo chiamati a sederci a tavola ad abbuffarci. Muovendo e facendo fare moto al nostro corpo permettiamo al metabolismo di rimettersi in sesto dopo essere stato messo a duro lavoro dallo smaltimento dei pasti natalizi. Altro consiglio: bere ogni giorno almeno un litro e mezzo di acqua. terzo consiglio cerchiamo di fare una buona colazione,  con calma, e di bere un bicchiere d’acqua (meglio se calda) appena svegli:  aiuta ad aumentare il metabolismo. Inoltre evitiamo, per quanto possibile, difare troppi strappi alla regola: se un giorno abbiamo mangiato molto cerchiamo di non fare la stessa cosa anche il giorno dopo e quello successivo ancora. Infine cerchiamo di mangiare gli alimenti che aiutano a combattere il grasso in eccesso come: broccoli, minestre, pompelmi, mele, pere, ananas, yogurt magro, farina d’avena, tacchino e peperoncino. 

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Eutanasia: italiana muore in Svizzera, autodenuncia radicali Stampa E-mail
22 dicembre 2015 - "Ha ottenuto il suicidio assistito in Svizzera, a Berna,  il 15 dicembre scorso ed oggi ne diamo notizia seguendo le volontà da lei indicate in merito ai tempi per rendere pubblico l'evento".  Lo ha reso noto il radicale Marco Cappato autodenunciandosi per aver aiutato Dominique Velati, militante radicale e malata terminale,  a ad ottenere l'eutanasia. Cappato ha annunciato la disobbedienza civile, contravvenendo al Codice penale italiano.
I Radicali hanno inoltre annunciato che, sempre come atto di disobbediuenza civile per richiamare l'attenzione del Parlamento su questo tema, pagheranno il  viaggio in Svizzera ai malati terminali che chiederanno di ottenere l'eutanasia in quel Paese.  Per questo, Cappato ha reso nota la costituzione dell'associazione 'Sos eutanasia', con apposito conto presso una sede bancaria, finalizzata alla raccolta fondi pubblica per l'iniziativa. L'azione contravviene agli articoli del Codice penale italiano che prevedono la reclusione fino a 12 anni  per chi agevola l'esecuzione di un suicidio in "qualsiasi modo". 

La notizia della morte di Dominique Velati è stata resa nota in una conferenza stampa nella sede del Partito radicale da Marco Cappato, Mina Welby e dal segretario dell'associazione 'Luca Coscioni', Filomena Gallo. Dominique Velati, ha spiegato Cappato, è stata la prima persona aiutata economicamente ed 'accompagnata', in territorio italiano, nell'iter per l'ottenimento dell'eutanasia in Svizzera. Il caso della donna, militante radicale, era già rimbalzato sui mezzi di comunicazione con il suo annuncio di volersi recare in Svizzera per morire. Velati, ha reso noto Cappato,

I Radicali hanno reso noto di aver già inviato comunicazione alla Questura di Roma, alla Procura generale della Repubblica ed al ministro della Giustizia dell'iniziativa illustrata, autodenunciandosi per l'aiuto fornito a Dominique Velati e per quello che si preparano ad offrire anche ad altri malati che lo richiedessero. ''Sono circa 90 le richieste ricevute nelle ultime settimane - ha sottolineato l'esponete radicale - da parte di cittadini malati terminali che chiedono un aiuto per ottenere l'eutanasia in Svizzera''.

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Scabbia: sintomi, cura e prevenzione Stampa E-mail
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La dott.ssa Nadia Giansante, biologa nutrizionista con studio a San Benedetto del Tronto, spiega quando è opportuno iniziare la dieta
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