Legambiente presenta CittàMEZ 2020, il dossier sulla Mobilità a Emissioni Zero nelle Marche Stampa
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ANCONA 23.6.2020 - A Pesaro il 39% degli spostamenti si compie a piedi, in bici o mezzi elettrici e la città si piazza tra i capoluoghi italiani con più alta percentuale di spostamenti a emissioni zero dimostrando come è possibile la transizione verso un futuro senza inquinamento e traffico automobilistico. In città si contano 300 bici ed e-bike e 100 monopattini.

Nelle Marche sono presenti 156 infrastrutture a supporto della mobilità elettrica e 297 punti di ricarica.

Questa è la buona notizia che ci offre Città MEZ, il rapporto di Legambiente sulla mobilità a emissioni zero, che ha fotografato prima del lockdown i cambiamenti in corso nei nostri capoluoghi di provincia, attraverso indicatori che evidenziano le forme di mobilità che non producono inquinamento.

I dati dimostrano che la mobilità delle persone in città sta cambiando, con una sempre maggiore propensione a scegliere modalità a “emissioni zero”. Ad aprile, il comprensibile timore della promiscuità sui mezzi pubblici ha indotto tante persone a usare l’automobile, alcune la bicicletta; nella nuova normalità post-covid19, le politiche adottate dai Comuni e dal governo saranno determinanti.

Di fronte a questa spinta verso una mobilità differente, le altre città marchigiane, escluse dalla classifica per mancanza di dati da comparare con le altre città, mostrano un grave ritardo nel potenziamento di un servizio che punti ad azzerare le emissioni e che investa sulla nuova mobilità.

Praticamente inesistenti, ad Ancona, Ascoli Piceno e Macerata, mezzi di trasporto pubblico o di sharing mobility elettrici, monopattini elettrici, bici ed e-bike, e-scooter.

Con la riapertura autunnale di uffici e scuole - dichiara Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche - dobbiamo evitare l’aumento di congestione e smog, per questo è indispensabile rafforzare spostamenti ciclabili e intermodalità nelle nostre città. Dobbiamo puntare alla migliore combinazione tra trasporto pubblico locale e le diverse forme di sharing, spostamenti sicuri in bici, monopattini e a piedi; non basta una forte spinta alla ciclopedonalità o una attenzione prioritaria al trasporto pubblico o alla sharing mobility; per cambiare la mobilità si devono integrare e innovare tutte queste modalità in modo da offrire diverse possibilità di scelta ai cittadini. Nel nostro territorio si può fare molto di più ed è urgente accelerare il percorso di innovazione della mobilità come si sta facendo in molte città del Paese. Soprattutto in questo momento così delicato per la comunità - conclude Legambiente -, è fondamentale offrire un’alternativa all’auto privata che può rappresentare un costo eccessivo per le famiglie, e questa deve essere sostenibile, integrata ed efficiente, non solo per impattare meno sull’ambiente ma anche per ridurre le disuguaglianze”.

(Silvio Silvestri – www.laprovinciamarche.it)

 

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