Imprese di produzione Cinema e audiovisivo escluse dai ristori della Regione Marche: “Discriminazione ingiusta e assurda” Stampa
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ANCONA 26.12.2020 - Un vero e proprio paradosso. Le imprese di produzione del cinema e dell’audiovisivo sono le uniche del settore cultura escluse dalle recenti misure di ristoro varate nei giorni scorsi dalla Regione Marche. Si leva forte la protesta unitaria di CNA Cinema e Audiovisivo delle Marche, Agici e del Comitato Autori e Professionisti Cinema Marche, per quella che considerano “un’incomprensibile esclusione che, di fatto, penalizza ancora una volta un settore fondamentale per la promozione e valorizzazione dell’arte e della cultura della nostra regione”.

Di più. Per Cna Cinema, Agici e Comitato Autori e Professionisti Cinema Marche “si tratta di una ingiusta discriminazione. Pur apprezzando lo sforzo che è stato fatto dall’Ente Regione per i cinema e le sale di proiezione, non si capisce perché siano state escluse proprio le imprese della produzione cinematografica e audiovisiva (codice Ateco 59.11); un settore che nelle Marche conta oltre 400 imprese e che occupa più di 1.000 addetti. Si tratta in gran parte di piccole o piccolissime realtà autoriali ma non per questo meno importanti dal punto di vista professionale, creativo e artistico. Oltretutto questo mancato riconoscimento si inserisce in un periodo difficilissimo per il settore che, a causa del primo e secondo lockdown, ha dovuto praticamente chiudere i set e sospendere gran parte dei progetti in cantiere. Il tutto in un quadro legislativo quanto mai incerto che non offre misure di sostegno certe e che, nella nostra regione, non viene tenuto in alcuna considerazione non solo per la mancanza di una legge che regolamenti l’intero settore ma per la pressoché totale inconsistenza di fondi destinati a bandi per la produzione”.

Alla Regione Marche CNA Cinema e Audiovisivo Marche, Agici e Comitato Autori e Professionisti Cinema “chiedono dunque come mai proprio le aziende della produzione cinematografica e audiovisiva siano state escluse da ogni forma di ristoro e cosa si intenda fare in futuro per sostenere un settore di cui si parla solo in occasione di festival, premi e concorsi e momenti istituzionali”. “Per questo - concludono le associazioni che rappresentano le imprese del settore nelle Marche - chiediamo che vengano al più presto introdotte forme di ristoro per il settore e venga ristabilito un criterio di equità tra le imprese del settore culturale”.

Silvio Silvestri – www.laprovinciamarche.it

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