I dati 2019 della CNA sull’economia del piceno: diminuiscono le piccole imprese ma crescono le attività di riparazioni Stampa
idraulico
ASCOLI 4.2.2020 - Anche il 2019 si è chiuso, per le imprese artigiane e commerciali del Pieno, con un ulteriore segno negativo. Nel corso dell’anno appena chiuso il Piceno ha perso oltre 300 imprese per un valore percentuale di 1,5 punti. E’ questa l’analisi che il Centro studi della Cna delle Marche ha sviluppato per la Cna Picena.

Al commercio e alle costruzioni, purtroppo, i valori più negativi: i due comparti, insieme, hanno lasciato sul campo, nel 2019, oltre 200 imprese. Crescono, invece, le attività professionali, quelle tecniche e di supporto alle imprese.

Il dato di un ulteriore decremento del patrimonio imprenditoriale del Piceno - commenta Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli - va di pari passo con il mancato compimento sia di un reale abbattimento del costo del lavoro che della pressione fiscale sulle attività. Fattori di ordine generale che sul nostro territorio continuano ad avere un impatto ancora più grave a causa dei tempi che si allungano sempre di più per la ricostruzione e a causa di gap infrastrutturali che, vedi caso viabilità e disastro A14, ci allontanano invece di avvicinarci alla ripresa”.

Fra i dati elaborati dalla Cna Picena, oltre alla conferma di una continua crescita di attività ad elevato valore aggiunto, tecnologico e di innovazione, anche un altro dato che, per famiglie e imprese, ha un valore importante sia sul Pil e che su un cambiamento di usi e abitudini. Nel 2019, infatti, si conferma e consolida la crescita del settore dei servizi a imprese e famiglie, intese anche come riparazione e manutenzione di macchinari aziendali e anche familiari.

Un dato obbligato - prosegue Balloni - dalla mancanza di nuovo potere d’acquisto. Ma un segnale anche di affermazione di una cultura del riciclo e di un’economia circolare che invece di sprecare riutilizza. E questo è un segnale positivo se non contrasta con innovazione di produzione ed efficientamento sia civile che industriale, appunto a causa del rallentamento di macchine più moderne”.

Sta di fatto - rileva sempre la Cna di Ascoli - che questi dati, consolidati nel 2019, fanno del Piceno una delle province marchigiane con la minore percentuale di sprechi e di “usa e getta”. Un dato che, confrontato poi con quello nazionale, pone la nostra provincia su un livello di buone prassi, riguardo questa “circolarità” dell’economia, percentualmente superiore di circa due punti rispetto al resto dell’Italia.

La dinamica delle imprese attive nel corso del 2019 vede la provincia di AP perdere 313 imprese attive con perdite concentrate soprattutto nel commercio, nelle costruzioni, nelle manifatture e in agricoltura. Crescono però decisamente di numero alcune attività di servizio: Attività immobiliari e Attività professionali scientifiche e tecniche, come anche attività di noleggio agenzie di viaggio servizi di supporto alle imprese.

Le imprese manifatturiere calano soprattutto nel sistema moda e nelle produzioni di legno e di mobili. Calano anche in alcuni settori della meccanica. Crescono ulteriormente le imprese delle attività di Riparazione, manutenzione ed installazione macchine e impianti e quelle dei prodotti chimici e della gomma plastica.

Nella provincia la diminuzione di imprese si concentra in termini assoluti tra le imprese individuali. Crescono di numero, invece, le imprese costituite in società di capitali e le altre forme giuridiche.

 

 

 

 

Enrico Medici - www.laprovinciamarche.it

REDAZIONE:   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

DIRETTORE FACEBOOK: La Provincia Marche

RESPONSABILE: Silvestro Pompei   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.