Bonus vacanze, nella Riviera delle Palme solo un albergo su sette lo ha accettato Stampa

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ASCOLI 19.9.2020 - Non è stato molto apprezzato dagli operatori turistici della Riviera delle Palme il bonus vacanze pensato dal Governo per aiutare il turismo pesantemente penalizzato dal lockdown.

"Incentivare vuol dire soprattutto - spiega Luigi Passaretti, presidente della Cna di Ascoli - trovare strumenti che soddisfino le aspirazioni delle famiglie e le esigenze delle imprese del settore. E il Bonus vacanze, così com'è strutturato al momento, funziona troppo poco per dare un impulso significativo alla mobilità vacanziera".

Incrociando i dati del Centro studi della Cna delle Marche con quelli della Camera di Commercio e con i sondaggi presso le imprese, la Cna di Ascoli ha verificato che nella zona nord della Riviera (fra Cupramarittima e Grottammare) solo una struttura ricettiva su 7 ha attivato le procedure per accogliere clienti grazie al Bonus.

Nella parte sud della Riviera (fra San Benedetto del Tronto e Porto d'Ascoli) c'è stata un'attivazione su 5. Nel capoluogo e nell'entroterra l'attivazione è stata più significativa, ovvero di una struttura su 3. Ma nel complesso l'adesione è stata inferiore al 10 per cento delle strutture, a fronte di un 22 per cento di attività che hanno deciso di non aprire per nulla i battenti.Rimandando il riavvio dell'attività a tempi migliori o, forse e purtoppo, a mai.

Tornando al "Bonus", la Cna Picena rileva che l’importo modesto (150 per i single, 300 euro per coppie, 500 per le famiglie più numerose) potrebbe aver spinto i richiedenti ad utilizzarlo durante la bassa stagione. Questo spiegherebbe anche il poco aumento delle richieste ad agosto, che dovrebbe essere il mese più gettonato per le vacanze.

"Bonus più adeguato - spiega Francesco Balloni, direttore della Cna Picena - e mirato realmente alle famiglie, alla bassa stagione e sia ad una reale destagionalizzazione (settembre e ottobre) che a una delocalizzazione che comprenda, oltre alla costa, anche le città d'arte e la zona montana, potranno fare la differenza per un movimento turistico sul territorio che ci accompagni con un po' meno di preoccupazione fino ai ponti di novembre e alle vacanze di Natale. Siamo consapevoli, con il nostro contatto diretto con le aziende, che molte delle attività ricettive che non hanno riaperto aspettano un segnale di sostegno per tornare attivi".

 

Enrico Medici - www.laprovinciamarche.it

 

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