Lunetta Savino e Paolo Solfrizzi inaugurano il 2012 del Ventidio Basso Stampa

Teatro_ventidioASCOLI 3.1.2012 - Nell'ambito della stagione di prosa promossa dal Comune e dall'Amat è in programma al teatro Ventidio Basso "Due di noi"

Il nuovo anno al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno si apre il 4 e 5 gennaio con la commedia Due di noi, interpretata da due attori molto amati dal pubblico come Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino. Il testo di Michael Frayn - tre atti unici sulle diverse dinamiche che si possono instaurare tra moglie e marito - è portato in scena da un regista di grande suola come Leo Muscato nell’ambito della stagione promossa dal Comune di Ascoli Piceno e dall’AMAT con il contributo di Regione Marche e Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Due di noi è una commedia rappresentata per la prima volta a Londra nel 1970. Era l'esordio teatrale di Michael Frayn, un autore allora sconosciuto, che solo una decina d'anni dopo sarebbe diventato famoso in tutto il mondo grazie al successo di Rumori fuori scena. Il titolo racchiude tre atti unici, concepiti per essere recitati da un'unica coppia d'attori che raccontano tre emblematiche e paradossali situazioni matrimoniali. Nella prima, Black and silver, un marito e una moglie, entrambi col sistema nervoso logorato da un pargoletto insonne e urlante, tornano in vacanza a Venezia nella stessa camera d'albergo dove avevano trascorso la luna di miele. Il confronto passato/presente è inevitabilmente comico, tenero, con una punta d'amarezza. Nella seconda, Mr.Foot, la comunicazione di coppia è praticamente azzerata: la moglie sopperisce dialogando in modo surreale con il piede del marito, l'unica parte del corpo che ne tradisce qualche sprazzo emotivo, ad onta della sua ostentata e glaciale indifferenza. L'ultima situazione, Chinamen, consiste in un vero e proprio virtuosismo drammaturgico e attorale: marito e moglie si ritrovano a dover gestire una cena alla quale hanno invitato, per errore, una coppia di amici da poco separati e il nuovo boyfriend di lei. Qui il meccanismo comico, spinto al limite della farsa, è potenziato dal fatto che gli stessi due attori, grazie ad un diabolico meccanismo di entrate, uscite e travestimenti, si trovano ad interpretare ben cinque ruoli diversi, dando vita ad un vorticoso crescendo di equivoci fino al paradosso finale. Sono passati ormai quarant'anni da quel felice esordio, ma la freschezza di queste piccole pièces è rimasta intatta, a riprova del loro valore teatrale e della bravura dell’autore.

Roberto Roberti - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.