Alla Mole Vanvitelliana in scena la tragica storia di Enrico Mattei Stampa

mole_ANCONA 3.8.2011 - Nell'ambito di "Amo la Mole - Palcoscenico sul mare" venerdì 5 agosto in scena "Mattei. Petrolio e fango" uno spettacolo di Giorgio Felicetti

Prosegue venerdì 5 agosto Amo la Mole - Palcoscenico sul mare ideato e promosso dal Comune di Ancona con la Regione Marche, la Provincia di Ancona, la Camera di Commercio di Ancona e realizzato con il sostegno della Fondazione Cariverona e la partnership di iGuzzini. La Mole Vanvitelliana ospita – su iniziativa dell’AMAT - Mattei. Petrolio e fango uno spettacolo di e con Giorgio Felicetti con la partecipazione di Valentina Bonafoni.
 
Storia di petrolio, di giustizia annegata nel fango, di una stella di fuoco che cade il 27 ottobre 1962 a Bascapé. Lo spettacolo è frutto di una lunga ricerca fatta di testimonianze dirette, interviste a persone che hanno conosciuto Enrico Mattei, consultazione di documenti per ricostruire gli ultimi giorni di vita del Presidente dell’ENI. Uno spettacolo che getta una nuova, inquietante luce su una morte annunciata.
 
Lo spettacolo è una produzione italo-svizzera - Les Enfants du Paradis_Festival della Narrazione di Arzo e Esteuropaovest festival - scritta a quattro mani con Francesco Niccolini. Il progetto si inserisce nell’ambito della ricerca che Giorgio Felicetti sta portando avanti da alcuni anni su un “teatro del lavoro”: “in Vita D’Adriano – scrive Felicetti nelle note allo spettacolo - raccontavo di un’operaio, un uomo che aveva vissuto tutta la sua vita all’interno di una fabbrica, senza incidere sulla grande Storia. Con Mattei invece, c’è l’urgenza di ribaltare il punto di vista, e raccontare il lavoro con gli occhi di un capitano d’industria, di un uomo stavolta protagonista assoluto della Storia italiana; il mio interesse non poteva non cadere su Enrico Mattei, perché Mattei rappresenta ancora oggi la figura dell’innovatore, dell’inventore della politica energetica italiana, mirata a fare dell’Italia finalmente un paese produttore di energia e non  misero acquirente. La stessa parola Energia, fa pensare a Mattei. Mi piacciono le figure umane paradigma del presente, e sia l’Adriano operaio protagonista del mio precedente lavoro, e ancor di più l’Enrico Mattei condottiero d’impresa, sono due facce simbolo della stessa medaglia: la storia del lavoro italiano. Mattei è l’Italia che si riscatta da una guerra mondiale perduta tragicamente, da una povertà atavica, dalle valigie di cartone dei nostri migranti.  Credo che la vicenda umana di Mattei abbia cambiato, almeno due volte, radicalmente la storia italiana: dapprima con la sua ascesa, quando l’Italia ha avuto una vera e propria politica energetica. Poi con la sua scomparsa, quando il grande progetto industriale di Mattei viene azzerato, e il nostro paese torna a dipendere dai grossi produttori internazionali. Mattei è tutto questo: la storia di un ragazzino nato e vissuto nelle Marche, ma che ben presto parte per Milano a cercare fortuna, è proprio qui che fonda una piccola fortunata industria chimica e inizia a frequentare gli ambienti politici democristiani, partecipa alla resistenza, nel dopoguerra fa rinascere l’Agip e fonda l’Eni, rivoluziona la politica energetica nazionale ed internazionale, fino a diventare “l’italiano più importante dopo Giulio Cesare”.

Walter Novelli - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.