I detenuti del Barcaglione a lezione di agricoltura grazie a Coldiretti Ancona Stampa
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ANCONA 25.6.2018 - Sono circa 40 e ogni anno producono 30 quintali di ortaggi. Sono i detenuti del carcere di Barcaglione che hanno aderito al progetto "orto sociale in carcere" organizzato in collaborazione con i pensionati di Coldiretti Ancona che insegnano la gestione della terra e supervisionano il lavoro. Ieri la presidente di Coldiretti Ancona, Maria Letizia Gardoni, insieme al direttore regionale Enzo Bottos, ha visitato la struttura per conoscere al meglio una realtà che, da tre anni a questa parte, è stata resa possibile grazie al lavoro congiunto del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e della Regione Marche.

"L'agricoltura - commenta la Gardoni - raggiunge il suo apice di valore quando sfocia nel sociale. Con questo progetto, ormai consolidato, diamo la possibilità ai detenuti di ritrovare la fiducia in se stessi e la spinta motivazionale. Coldiretti Ancona continuerà su questo percorso perché tutto ciò che riguarda il benessere della persona è una nostra priorità".

In un terreno che dispone anche di serre riscaldate vengono prodotti pomodori, peperoni, zucchine ma anche cocomeri e meloni. C'è anche un uliveto. Tutti prodotti dell'orto che poi vengono consumati dagli stessi detenuti. Anche quelli che non lavorano. L'adesione al progetto è volontaria ma grazie al passaparola sono sempre di più quelli che si avvicinano al lavoro della terra.

"Una volta - racconta Antonio Carletti, presidente di Federpensionati Coldiretti Ancona - un detenuto mi ha chiesto di insegnargli a coltivare un orto perché fuori dal carcere, se non avesse trovato lavoro, avrebbe potuto comunque aiutare la sua famiglia. Mi ha colpito molto e mi ha fatto comprendere in pieno il valore di questa iniziativa. A mio avviso andrebbe ulteriormente valorizzata con un attestato di partecipazione. Una soddisfazione in più per i detenuti".

 

 

 

 

Silvio Silvestri - www.laprovinciamarche.it

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