L'Università di Macerata contesta le pagelle della "ministra" Gelmini Stampa

giuris._mcLE ALTRE NOTIZIE SU MACERATA

MACERATA. L'università di Macerata, ultima nella graduatoria delle università italiane, contesta le pagelle della "ministra" Gelmini e solleva grossi dubbi sui criteri di classificazione adottati dal ministero. Ecco le obiezioni sollevate dall'università maceratese

Non si è fatta attendere la replica da parte dell'Università di Macerata alla notizia della bocciatura da parte del mnistro Gelmini, con la conseguente diminuzione dei fondi. Delle università marchigiane, solo Ancona è stata promossa, ottenendo un 1,1% in più di contributi statali, mentre bocciate risultano l'Università di Camerino (-2,2%) e quella di Macerata (-3%) che addirittura risulta in assoluto la peggiore, insieme ad altre 4 facoltà. Una classifica che, però, solleva non poche perplessità, sia per i criteri adottati nella classificazione delle università, sia alla luce di altre classifiche che danno risultati completamente opposti. Infatti secondo la graduatoria del Censis stilata solo pochi giorni fa, l'Università risulta in assoluto la terza migliore università italiana, mentre Camerino è al primo posto tra le piccole università. Lo stesso ministero, tra l'altro, con il decreto direttoriale dell'8 luglio scorso aveva ampiamente promosso l'Università di Macerata. E proprio a quel decreto, oltre che ai discutibili criteri adottati dal ministero, fa riferimento la nota dell'Università di Macerata. 

 

"La classifica degli Atenei - si legge nel comunicato - si basa su due provvedimenti ancora non pubblicati: il Decreto ministeriale per l'assegnazione del Fondo di Finanziamento Ordinario delle Università per il 2009 e il Decreto interministeriale relativo al fondo per il 2009 Quindi non si conoscono ancora cifre precise, dati certi e criteri di valutazione, se non quelli trapelati dalle indiscrezioni della stampa. Secondo quest'ultima, la classifica terrebbe conto di risultati della ricerca scientifica con un peso pari a 2/3 del totale, utilizzando criteri quali il trasferimento tecnologico, la valorizzazione applicativa e il finanziamento da parte di Programmi Quadro Europei. In questo caso è scontato, quindi, che Atenei socio-giuridico-umanistici come Macerata ne escano sconfitti rispetto ai grandi Atenei e ai Politecnici con settori scientifico-disciplinari differenti. Se, inoltre, si tengono conto dei dati Civr, come sembra sia avvenuto, che risalgono esclusivamente al triennio 2001-2003, non si può neanche parlare di dati recenti o che diano la situazione attuale e gli sforzi di miglioramento compiuti nell'arco degli ultimi due trienni.Invece, il Decreto direttoriale pubblicato l'8 luglio 2009 sul sito Miur, al quale non è stata data la stessa enfasi dalla stampa nazionale, di assegnazione delle risorse finanziarie per l'esercizio 2009 concernente la programmazione e la valutazione delle Università per il periodo 2007-2009 in attuazione del D.M. 362/2007, considera la performance di miglioramento dei risultati degli Atenei negli obiettivi posti per l'anno di programmazione rispetto al triennio precedente, riguardanti le seguenti 5 aree: didattica, ricerca, servizi agli studenti, internazionalizzazione e fabbisogno di personale. In questa valutazione, l'Ateneo di Macerata risulta, sommando i risultati degli indicatori ottenuti nelle cinque aree, al terzo posto in Italia (0.022 Torino, 0.021 Trento e 0.020 Macerata a pari merito con altri Atenei). Rispetto alla vecchia ripartizione del modello del Cnvsu (Consiglio nazionale di valutazione del sistema universitario), in cui Macerata "pesava" per uno 0.46, grazie alla performance di cui sopra, l'Ateneo nella percentuale di ripartizione dei fondi passa a un peso pari allo 0.52 sul sistema nazionale. Il Cun, in un parere reperibile sul suo sito istituzionale, precisa che "a fronte della frammentazione e della mobilità dei criteri e indicatori sulla cui base viene distribuita nel 2009 la quota premiale, diventa necessario riprendere la logica di un modello integrato, aggiornato agli scenari evolutivi del sistema universitario, con cui incentivare e valutare strategie e performance degli atenei". Inoltre specifica che "i criteri e gli indicatori adottati rappresentano con difficoltà la performance analitica degli atenei nella ricerca scientifica e nell'alta formazione, ma anche l'effettiva articolazione del sistema. Questo vale, in particolare, per gli atenei in cui prevalgono discipline e linee di alta formazione a valenza sociale e/o umanistica". Anche la Crui rileva, in un suo parere inviato ai Rettori italiani, come questa valutazione e la relativa ripartizione della quota premiale avvengano in "condizioni del tutto anomale e tali da renderla accettabile solo in un contesto di assoluta eccezionalità", con la necessità per il futuro di "incontrovertibili processi di valutazione e applicazione di indicatori rigorosi e pienamente significativi", come non sono invece, a nostro parere, quelli derivanti dall'odierna graduatoria pubblicata dalla stampa".

 

27 luglio 2009

GIORGIA GALANTI ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )