CNA Costruzioni: “Occorre prendere in seria considerazione la prossima riapertura dei cantieri che rappresentano il 40% del tessuto artigiano” Stampa

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ANCONA 14.4.2020 - Da Giampiero Cardinali della CNA Costruzioni riceviamo questa lettera sulla situazione di emergenza: “Mentre assisto ancora attonito, ma lucido, a questo fenomeno sanitario mondiale e le ripercussioni nella vita di tutti noi mi giunge la sollecitazione ad un intervento sulla questione dal punto di vista economico ed in particolare sulle necessità del comparto delle costruzioni.

Vorrei esordire, da cattolico ed in tempi di Pasqua, che ritengo prioritario il bene comune della salute e della comunità degli uomini e ci tengo a precisare che le mie posizioni sono ben lontane dall’evocare “la borsa o la vita”.

Ascolto, tutta la CNA lo fa, con attenzione le testimonianze dei nostri imprenditori e da tutti loro giunge richiesta di protezione e salvaguardia della salute ed altrettanto chiedono, non 600 euro, ma la possibilità di guadagnare la mesata e terminare i lavori a loro affidati.

Arrivano indicazioni di buon senso, magari sotto forma di interrogativo iroso, come la riapertura di tutti quei cantieri, dove spesso da soli o alternati nelle fasi da altri professionisti, si possa avanzare nei lavori in piena sicurezza basti pensare alle riqualificazioni private dove si potrebbe operare in un appartamento vuoto o le attività all’aperto.

Non pensiamo a deroghe alle regole - precisa Cardinali - anzi la richiesta è di calendarizzare un percorso che riavvii le opere, suffragato da elementi medici e scientifici, a partire da ove le misure siano garantite oltremodo.

A tal fine aggiungiamo che serve una azione politica di reperimento dei dispositivi di sicurezza garantito e a prezzi calmierati per tutti i lavoratori.

Questo per un contributo sul contingente ma la riflessione necessita visione prospettica a medio e lungo periodo. Va rifocalizzata la centralità del settore costruzioni ed indotti nell’economia e nella sana vivibilità dei nostri territori.

Avviare un grande piano di ripristino in sicurezza dell’assetto idrogeologico e delle reti infrastrutturali e della mobilità, - auspica Cardinali - c’è ancora tanta ricostruzione da sisma da terminare o mai partita e penso alle Marche ma anche all’Abruzzo.

Mantenere stabilmente gli incentivi alla riqualificazione, messa in sicurezza antisismica, efficientamento e risparmio energetico.

Vanno avviati Lavori Pubblici con regole certe, snelle, anche nei pagamenti e aggiungo che non si eseguono opere pubbliche magari come le scuole con il meccanismo del massimo ribasso.

A questo aggiungiamo l’infrastrutturazione delle reti immateriali, pensiamo all’importanza che ha rivestito la comunicazione online per i milioni di persone in distanziamento sociale, pensiamo alla tenuta dei rapporti sociali e alla fonte di intrattenimento oltre naturalmente la tenuta del sistema economico, penso alla realtà oramai ben compresa dello smart working, ove possibile, alla didattica.

A questo aggiungo due elementi legati alla “economia reale”, primo la necessità di misure per la liquidità e su questo la CNA si sta battendo da leoni, ma ognuno deve fare la propria parte, e questo - conclude Cardinali - è un appello al popolo operoso e responsabile della piccola impresa che rappresentiamo, garantire i pagamenti e non contribuire ad innescare la catena delle insolvenze o forse dovrei dire, anche in questo caso, il contagio…”.

(Silvio Silvestri - laprovinciamarche.it)


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