Cancellata la proroga, dal 1° giugno controlli fiscali a tappeto sulle partite iva, che sono senza entrate da due mesi Stampa

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ANCONA 23.4.2020 - Non c'è pace per commercianti, artigiani, piccoli imprenditori e professionisti. Dopo la prolungata chiusura obbligata dal Governo che ha messo in ginocchio un'infinità di attività che da quasi due mesi non incassano e non ricevono nulla dal Governo se non l'invito ad indebitarsi ancor di più con le banche, arriva ora la notizia, tragicomica, dell'invio di accertamenti fiscali da parte dell'Agenzia delle Entrate.

La ripresa delle attività di accertamento l'ha comunicata direttamente il direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini intervenuto in videoconferenza nel corso dell’audizione in Commissione Finanze e attività produttive della Camera svoltasi ieri 22 aprile.

Dopo aver riassunto le misure fiscali contenute nei decreti Cura Italia e Liquidità, l'intervento si è concluso con lo sconcertante annuncio che i controlli dell’Agenzia delle Entrate e della Riscossione, riprenderanno dal 1° giugno.

Ruffini ha spiegato che si tratta di circa 8 milioni di atti che saranno notificati ai lavoratori per quanto riguarda gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate e dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.

La ripresa dei controlli ripartirà perché la proroga di due anni dei termini di accertamento prevista dal decreto "Cura Italia" è stata cancellata dal maxi-emendamento approvato in Senato nel corso della conversione in legge.

Nella relazione che Ruffini ha letto durante l’audizione in Commissione Finanze e Attività produttive della Camera svoltasi ieri  si legge che, in seguito alla cancellazione della proroga, ad inizio giugno l'Agenzia delle Entrate-Riscossione riprenderà l'attività con la notifica di circa 3 milioni di cartelle di pagamento relative ai ruoli consegnati dagli enti creditori nei mesi di febbraio e marzo 2020. Poi riprenderà l'invio degli atti necessari all'interruzione dei termini di prescrizione, che sono circa 1,6 milioni, e degli atti riferiti ad azioni di recupero, esecutive o cautelari che sono circa 875 mila. A tutti questi atti si aggiungeranno le cartelle di pagamento che gli enti consegneranno all'Agenzia delle Entrate nei mesi di aprile e maggio. Senza una nuova proroga questa è la tragicomica realtà. (Enrico Medici - www.laprovinciamarche.it)

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