CNA, riaprire fin da lunedì 27 edilizia, moda e take away Stampa
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ANCONA 24.4.2020 - È inconcepibile pensare che il Governo non abbia ancora compreso come almeno questi due settori, al pari della modalità di lavoro da asporto per le imprese alimentari siano assolutamente da mettere nelle condizioni di riprendere a lavorare prima possibile. L’edilizia privata infatti, la cui filiera copre il 20% del nostro PIL regionale, è stata già classificata come settore a basso rischio ed ha una dimensione media al di sotto dei 4 dipendenti, che nel loro lavoro, svolto per l’80% all’aperto, rispetterebbero senza alcun dubbio il distanziamento sociale e naturalmente, se avessero già dal lunedì 27 aprile il via libera, sarebbero ben lieti di poter “sopportare” i dispositivi di protezione individuale previsti dalla normativa.

La CNA torna quindi a tuonare sul tema, poiché non si capacita del fatto che ancora non vi siano dei protocolli di settore e la relativa autorizzazione a riprendere i lavori, ormai sospesi da settimane, con danni ingenti per le imprese e disagi rilevanti per i cittadini. Stesso discorso vale per la moda, settore in grado di riconvertire parte delle sue produzioni, nell’interesse collettivo, dimostrando capacità, flessibilità e sensibilità, ma che per ragioni più volte ribadite in appelli accorati ai politici, che non comprendono la stagionalità del settore, ribadisce l’impellente necessità di riprendere a produrre. Infine, il settore alimentare, che in queste settimane si è cimentato, ove possibile, nella consegna a domicilio, servendosi anche della piattaforma Deliverin.it messa a loro disposizione dalla CNA, stando attenti a dotarsi di tutte le autocertificazioni necessarie, non percorrere lunghe distanze, assorbire i maggiori costi gestionali e che oggi, dopo aver dimostrato di saper tenere ai loro clienti nell’interesse del territorio, prima che del profitto aziendale, chiedono che venga concesso loro il servizio di asporto, soprattutto le attività senza somministrazione, pur strettamente regolamentato come prescrive la normativa in termini di distanziamento e dispositivi anti contagio.

(Silvio Silvestri - laprovinciamarche.it)


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