Parte dalle Marche lo sciopero fiscale dei ristoratori, "Il 28 aprile lo annunceremo in mutande nelle piazze" Stampa
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PESARO 25.4.2020 - I ristoratori italiani fortemente penalizzati dal lockdowon e da due mesi senza più entrate e senza ricevere un euro degli annunciati aiuti del Governo, hanno deciso di iniziare uno sciopero fiscale fino a dicembre.
Lo ha annunciato Lucio Pompili, un risoratore del Pesarese, inviando una lettera al Gambero Rosso e spiegando la situazione alla giornalista della testata.
Faccio il cuoco e contadino in quel di Cartoceto, in provincia di Pesaro - ha scritto il ristoratore marchigiano - Mi faccio portavoce dei ristoratori marchigiani #Ristoritalia che vogliono scendere in piazza (al momento hanno risposto in 1.200 ndr), in mutande e giustamente distanziati, perché la situazione è ormai insostenibile, soprattutto dopo due mesi di restrizioni e clausura forzata, tra le promesse fatte di liquidità, cassa integrazione e quanto altro non mantenuto dal Governo. 
Non possiamo continuare a vivere in questa incertezza. Il Governo ci ha dato accesso al credito che fondamentalmente significa un ulteriore indebitamento, non è assolutamente vero che lo Stato fa da garante, basti pensare che su 400 ristoratori di Pesaro e provincia solo in 3 si sono visti erogare i famosi 25mila euro. Le misure che il Governo ha preso sono ridicole e sembrano più che altro misure salva banche.
Intanto intentiamo uno sciopero fiscale perché non possiamo pagare dato che le nostre attività sono chiuse forzatamente. Siamo stanchi di uno Stato che ci spinge ancora ad indebitarci nonostante tutte le tasse pagate ogni anno, stiamo iniziando a non avere più speranza per il futuro e l’ultima spiaggia della nostra protesta sarà lo sciopero della fame: se non potremo fare da mangiare per gli altri, non lo faremo nemmeno per noi". (Silverio Pomili - www.laprovinciamarche.it)  


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