Fondo di Solidarietà, la CNA denuncia i ritardi ed ammonisce il Governo: cambiare passo o si rischia il collasso Stampa
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ANCONA 5.10.2020 - Dopo mesi di sollecitazioni e palpitazioni, ripetuti appelli a fare presto pare che finalmente ci siamo e da questa settimana i soldi dovrebbero essere in mano ai lavoratori delle nostre imprese artigiane. Il condizionale purtroppo è d’obbligo!

Il lungo iter di assegnazione ed erogazione delle rate di maggio e giugno del Fondo di Solidarietà Bilaterale richiesto anche dalle centinaia di imprese artigiane della provinciali Ancona, dopo aver passato le forche caudine degli organi ministeriali, la Corte dei conti, la Ragioneria dello Stato, con tutti gli annessi e connessi che hanno fatto dilatare i tempi di ben 4 mesi, finalmente pare sia giunto al termine. Sembrerebbe infatti che da questa settimana ai lavoratori delle imprese artigiane, rimasti con il fiato sospeso per tanto tempo inizieranno ad essere liquidati gli agognati 370 milioni, con i quali il Fondo riuscirà ad onorare i mesi di maggio e giugno, che per la nostra regione significa rispondere alle attese di 25.000 lavoratori con oltre 22 milioni di euro.

La CNA e i sindacati dei lavoratori hanno manifestato nei mesi scorsi a più riprese il loro fermo e severo disappunto per tale vicenda, che ha creato tanti mal di pancia nella categoria, frutto degli enormi sacrifici che hanno alimentato la disillusione e la rabbia di imprese e lavoratori, oggi fermi nel dichiarare in coro che tale deprecabile atteggiamento non sarà più tollerato.

Santini: “Vorrei ringraziare i datori di lavoro che hanno fatto spesso oltre il possibile e comunque tutto ciò che era nelle loro facoltà per attenuare i disagi dei loro collaboratori in attesa dei sussidi che non arrivavano, onde ovviare il rischio di sterili contrapposizioni e reciproci irrigidimenti nei rapporti, che sarebbero stati deleteri e in alcuni casi devastanti. Infatti nei mesi successivi al lock down, pur in carenza di liquidità e commesse, si puntava sulla fiducia e collaborazione di tutti per tornare ad operare a pieno regime. La spiacevole situazione vissuta conferma la necessità di intervenire con urgenza nello snellimento delle procedure burocratiche, cosa che sembra nelle intenzioni del Governo con il Decreto Semplificazione, poiché lo sfasamento tra i tempi dell’economia reale che rappresentiamo e tuteliamo e l’apparato burocratico è ormai assurda e decisamente insostenibile”.

Silvio Silvestri - www.laprovinciamarche.it


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