Cara scuola, ma quanto mi costi...

scuola_-studenti-1-highNelle Marche una classe su tre non rispetta i tetti di spesa ministeriali per i libri di testo e l'85% dei Comuni applica tariffe superiori alla media nazionale per i servizi scolastici. La mappa regionale del "caro scuola" 

 

L'anno scolastico è ripartito tra le furibonde proteste di genitori, studenti e docenti contro i tagli imposti dal governo e tra tante novità. L'unica cosa che, purtroppo, non cambia è il "caro scuola" sempre più insostenibile nelle Marche. Al punto che per numerose famiglie con figli in età scolare arrivare alla fine del mese diventa un'impresa. Così come far frequentare ai propri figli la scuola dell'obbligo che secondo la Costituzione dovrebbe essere "gratuita".

In realtà per le famiglie marchigiane le spese iniziano ancora prima della scuola dell'obbligo. Le "stangate", infatti, iniziano già con l'asilo nido, un servizio comunale indispensabile per la maggior parte delle famiglie in cui lavorano entrambi i genitori. Per tale servizio che dovrebbe essere fornito dai Comuni gratuitamente o perlomeno a prezzi ridotti, le famiglie marchigiane pagano in media tra 2.100 e 2.600 euro all'anno.

A parte qualche eccezione (Porto San Giorgio, Civitanova e Pesaro dove la tariffa mensile per le famiglie con reddito fino a 7 mila euro isee non supera gli 80 euro), nella maggior parte dei Comuni marchigiani (l'85%) sono previste tariffe superiori alla media nazionale, anche per le famiglie con redditi bassi.

A Porto Sant'Elpidio, per esempio, le famiglie con reddito fino a 7.200 euro isee pagano 236 euro al mese. A San Benedetto, invece, per pagare 133,90 euro la famiglia deve avere un reddito isee di appena 6 mila euro.

Più in generale se le famiglie civitanovesi, fermane e sangiorgesi possono ritenersi fortunate, perché pagano tariffe mensili contenute, le più sfortunate sono le famiglie di Ancona, Ascoli, Porto Sant'Elpidio e San Benedetto che pagano tariffe elevatissime e praticamente off limits per chi ha redditi modesti.

Con il passaggio alla scuola materna ed alla scuola elementare, poi, le famiglie marchigiane devono affrontare i costi per altri servizi scolastici (mensa e trasporto) e per il materiale scolastico. E se per quest'ultimo si può comunque risparmiare, acquistando zainetti, astucci e diari non "griffati" o in quei supermercati che applicano prezzi più umani, per quanto concerne il costo dei servizi scolastici dipende ancora una volta dal comune di residenza.

In assoluto i più sfortunati sono i cittadini anconetani che pagano ben 4,15 euro per ogni pasto presso la mensa scolastica. Non stanno molto meglio i cittadini elpidiensi e pesaresi che spendono 4 euro a buono pasto. Nel resto delle Marche i costi per i buoni pasto oscillano da 3,10 euro (San Benedetto) a 2,50 (Civitanova), mentre per il trasporto scolastico le tariffa sono comprese tra 200 e 150 euro all'anno.

Con il passaggio alle medie e, poi, alle superiori, si aggiunge anche il costo dei libri di testo che fino alle elementari è gratuito. In teoria per i libri di testo ci sarebbero i limiti di spesa stabiliti dal ministero (vedi schema) che, comunque, in alcuni casi per le scuole superiori sono già abbastanza cari (fino a 370 euro). Limiti che lo stesso ministero da anni ribadisce essere assolutamente tassativi, tollerando uno sforamento massimo del 10%, solo per alcuni istituti scolastici e che, comunque, deve essere adeguatamente motivato, come recita il decreto ministeriale. Nella realtà, però, secondo un'indagine effettuata da questo giornale, nelle Marche una classe su tre (tra medie e superiori) non rispetta quei limiti. Quel che è peggio, però, è il fatto che ci sono tantissime classi che aggirano tale vincolo ricorrendo ai cosiddetti testi consigliati, cioè libro di testo che non vengono inseriti nelal lista dei libri da acquistare obbligatoriamente anche se, poi, durante l’anno scolastico vengono utilizzati dai professori come libri fondamentali per il programma scolastico (e quindi i ragazzi devono comunque acquistarli).

Significativo, a tal proposito, il fatto che in molti licei classici delle Marche tra i libri facoltativi vengono inseriti “La Divina Commedia” (che pure fa parte del programma di Italiano) o i vocabolari di greco e latino. Con tali testi in molte classi la spesa  supererebbe il limite di 200-250 euro.

E come se non bastassero tutte queste spese, ci sono i contributi illegittimi pretesi da diverse scuole per i più svariati motivi: dall’assicurazione alle spese di cancelleria, dalle attività integrative fino al libretto delle giustificazioni. Contributi che per legge devono essere solo facoltativi, ma che, invece, spesso vengono imposti alle famiglie da diverse scuole come se fossero obbligatori.

“L’istruzione inferiore impartita almeno per 8 anni è obbligatoria e gratuita” recita l’art. 34 della Costituzione. Un articolo che, alla luce di tutto ciò, aggiunge al danno la beffa.

 

Francesco Di Silvestre - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
 
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