Produzione di piante di marijuana in un casolare, arrestato imprenditore ascolano e due complici

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ASCOLI 25.3.2021 - Un imprenditore ascolano di 54 anni è stato arrestato ieri dai Carabinieri di Ascoli insieme ad un complic, un muratore albanese di 34 anni residente ad Alba Adriatica (TE). Un terzo complice, un trentenne nato in Albania era stato già arrestato circa sei mesi fa.

I militari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari agli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Ascoli, su richiesta della locale Procura che ha coordinato le indagini, condividendo le risultanze investigative rapportate dall’Arma, nei confronti di due indagati, ritenuti responsabili di concorso in produzione e detenzione di sostanza stupefacente del tipo marijuana.

All’esito di una articolata attività d’indagine durata alcuni mesi, personale del Nucleo Investigativo, unitamente alla Compagnia di Ascoli, hanno accertato l’esistenza di una organizzazione composta dai tre uomini. Tutto è partito dall'arresto del trentenne albanese, in Italia senza fissa dimora, avvenuto il 9 ottobre scorso. 

Quel giorno infatti, i Carabinieri di Ascoli fecero irruzione in un casolare della periferia ascolana, sorprendendo il trentenne mentre stava curando una piantagione indoor di marijuana.

Nel casolare c'erano cinque stanze a piano terra adibite a serra con 1.500 vasi di piante ed un sofisticato impianto di illuminazione e irrigazione da un pozzo attiguo all’abitazione, ben organizzato  con tanto di riscaldamento a parete, rilevatori di temperatura ed umidità. Il trentenne venne arrestato nella flagranza del reato di coltivazione di sostanza stupefacente.

L’indagine, sviluppata successivamente, ha consentito di raccogliere gravi ed univoci elementi probatori in ordine al concorso dell’imprenditore ascolano e dell'operaio albanese nell’allestimento della serra, il cui ricavato avrebbe fruttato decine di migliaia di euro, invadendo il mercato dello spaccio nei mesi a venire in tutto il territorio tra Marche e Abruzzo.

Nel corso dell'operazione sono state perquisite, con la collaborazione dei Carabinieri di Alba Adriatica e delle unità Cinofile Carabinieri di Pesaro e Chieti. le abitazioni e le pertinenze dei due dove è stato sequestrato materiale per il confezionamento dello stupefacente (Enrico Medici – www.laprovinciamarche.it)

 

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