Cna Picena, il turismo e il commercio hanno bisogno di certezze per salvare la stagione estiva Stampa
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ASCOLI 1.5.2021 - Per non compromettere la stagione estiva è necessario che il Parlamento in fase di conversione del Decreto Riaperture indichi una data precisa in cui termini il limite dell’orario serale delle aperture e degli spostamenti, tenendo conto dell’avanzamento della campagna vaccinale e del miglioramento del quadro epidemiologico. Per Cna Picena Alimentare, Turismo e Commercio si tratta di una condizione fondamentale per far ripartire le imprese dei settori più colpiti dall’emergenza Covid. "Le nostre aziende ci segnalano quotidianamente - spiega Francesco Balloni, direttore della Cna Picena - che è molto difficile vendere pacchetti turistici, prenotare camere e viaggi senza certezze sul calendario. Tale condizione rappresenta il coerente completamento delle misure contenute nel decreto sulle riaperture per le attività legate al turismo quali ristorazione, centri termali, piscine, sport, palestre, fiere e convegni, spettacoli".

Ad oggi le norme che regolano anche le attività nei bar e ristoranti, prosegue il direttore della Cna Picena, sono a dir poco limitanti. Per questo Cna ha scritto Ministero dell’Interno e inviato una nota al Ministero dello Sviluppo economico chiedendo una precisazione se per il “consumo sul posto o al banco” piuttosto che rispettare le prescrizioni previste per la fascia "gialla" bisogna invece rispettare quelle previste in "arancione", il che vuol dire oltre a non essere una riapertura come tanto dichiarato: è vietato consumare cibi e bevande all’interno dei locali di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie etc.). Dalle 5 alle 22 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, come segue: dalle 5 alle 18 senza restrizioni; dalle 18 alle 22, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina. La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. Questo nel caso di attività di ristorazione priva di spazi all’aperto. Se invece si dispone di spazi all’aperto allora la consumazione può avvenire al tavolo.

"Tutto questo sinora ha generato molta confusione - aggiunge Luigi Passaretti, presidente della Cna di Ascoli Piceno - e nessun beneficio per essere tornati in zona gialla per le attività del settore. Al momento il Decreto per cui noi chiediamo urgenti correzioni, prevede che le zone gialle lo siano davvero dal primo giugno, ovvero con un altro mese di attesa per chi lavora nel campo del turismo, della ristorazione e del commercio".

(Enrico Medici - www.laprovinciamarche.it)

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